IV Domenica T.A.

Anno liturgico A (2025-2026) – Tempo di Avvento – IV Domenica – (21 dicembre 2025)

La liturgia dell’avvento ha presentato una serie di testimonianze a favore del Figlio di Dio che si fa uomo. L’ultima in ordine di tempo è quella di “Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù, chiamato Cristo”, che chiude la genealogia di Gesù secondo il vangelo di Matteo. La caratteristica di Giuseppe è quella di essere chiamato in causa in rapporto alla profezia dell’Emmanuele, sì, ma stando semplicemente dalla parte della sua sposa, incinta. Paolo, senza nominarlo, si riferisce a lui nel saluto iniziale ai Romani: “… il vangelo di Dio, che egli aveva promesso per mezzo dei suoi profeti nelle sacre Scritture e che riguarda il Figlio suo, nato dal seme di Davide secondo la carne”. Quel Figlio è la buona novella di cui tutte le Scritture raccontano la promessa e si fa uomo nella linea della discendenza davidica, discendenza che Giuseppe assicura. Quando l’angelo gli appare, chiama Giuseppe ‘figlio di Davide’. Naturalmente, Giuseppe non ha più nulla della gloria mondana di una discendenza regale, e tuttavia assicura a Gesù la verità del titolo ‘Figlio di Davide’.

III Domenica T.A.

Anno liturgico A (2025-2026) – Tempo di Avvento – III Domenica – (14 dicembre 2025)

La preghiera sulle offerte della liturgia di oggi riassume il senso delle letture che sono state proclamate: “Sempre si rinnovi, o Signore, l’offerta di questo sacrificio che attua il santo mistero da te istituito, e con la sua divina potenza renda efficace in noi l’opera della salvezza”. Quella ‘potenza’ è descritta nelle azioni di Dio a favore dell’uomo che il profeta Isaia annuncia, il salmo responsoriale commenta e che Gesù si attribuisce. Quelle azioni riguardano la manifestazione del regno di Dio che caratterizza la persona di Gesù. Se potessi riassumere in un’unica espressione quelle azioni direi: Gesù lascia regnare il Padre nel suo amore per noi su di lui e su tutti quelli che incontrava. Ecco, l’opera della salvezza è lasciar regnare il Padre nel suo amore per noi.

Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria

Anno liturgico A (2025-2026) – Solennità e feste – Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria – (8 dicembre 2025)

Godere della visione di Dio, non per essere rapiti in qualche angolo di cielo, ma per far risplendere la luce di Dio nella nostra terra, nella nostra vita quotidiana, nel nostro cuore. L’umanità della Vergine, in tutte le sue fibre, ha potuto godere di tale intimità col suo Dio perché è andata incontro al Signore in santità e purezza di spirito ed è diventata degna dimora del Figlio. Della sua umanità siamo fatti anche noi; con il suo Figlio condividiamo la stessa umanità perché anche noi possiamo tornare a far splendere e a far godere nel mondo la stessa benedizione, la dimora di Dio in mezzo a noi. L’aspetto assolutamente straordinario del disegno divino per l’uomo, come dice Paolo, è il fatto che prima della creazione del mondo siamo stati scelti, che la Vergine è scelta prima della creazione del mondo, che il Figlio è destinato al mondo prima che il mondo fosse. Una visione del genere, se non è una fantasia, significa che il senso delle cose, della vita, del mondo, ha radicalmente a che fare con l’incommensurabile amore di Dio, la cui luce tutto attraversa e struttura.

II Domenica T.A.

Anno liturgico A (2025-2026) – Tempo di Avvento – II Domenica – (7 dicembre 2025)

Il profeta Isaia prospetta l’intervento del Signore per il suo popolo così: “la conoscenza del Signore riempirà la terra come le acque ricoprono il mare”. Quando la salvezza di Dio si compirà tutto sarà in armonia, non ci saranno più opposizioni e violenze, né ingiustizie e oppressioni. L’antifona di ingresso l’aveva annunciata, sempre con le parole del profeta: “Eppure il Signore aspetta con fiducia per farvi grazia, per questo sorge per avere pietà di voi, perché un Dio giusto è il Signore; beati coloro che sperano in lui” (Is 30,18). Ne aveva anche descritto le condizioni: “Nella conversione e nella calma sta la vostra salvezza, nell’abbandono confidente sta la vostra forza” (Is 30,15). Sono le condizioni che Giovanni Battista ricorda ai farisei: “Fate dunque un frutto degno della conversione”.

I Domenica T.A.

Anno liturgico A (2025-2026) – Tempo di Avvento – I Domenica – (30 novembre 2025)

Con la liturgia dell’Avvento inizia un nuovo anno liturgico. La Chiesa invita alla vigilanza. Il vangelo proclama: “Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà”. La tensione, a cui tutta la liturgia dell’Avvento allude, non riguarda semplicemente l’attesa della venuta del Signore, bensì alla capacità del cuore e dell’intelligenza di percepire la ‘presenza’ del Signore Gesù, che tutto attira a sé e al suo regno per consegnarlo nelle mani del Padre. Avvento non significa primariamente attesa, ma presenza. Il periodo liturgico dell’Avvento non è un’attesa della nascita di Gesù a Betlemme, ma la tensione a una capacità di sensazione, di intuizione cordiale della compagnia di Gesù che opera continuamente perché il suo regno conquisti i cuori e la storia. E se di attesa si parla, si tratta dell’attesa della manifestazione del Signore Gesù al nostro cuore.