Santissima Trinità

Anno liturgico A (2025-2026) – Solennità e feste – Santissima Trinità – (31 maggio 2026)

I brani delle letture di oggi sono una mirabile sintesi della rivelazione di Dio testimoniata dalle Scritture. Dio è unico ma Trinità, vale a dire un fuoco di amore che dà esistenza a tutto e tutto ingloba nel suo amore. Il Padre creatore, il Figlio redentore, lo Spirito santificatore, in un’unica comunione d’amore in se stesso e con noi. Potremmo interpretare sinteticamente le letture di oggi in questo modo. Siccome il nome del Signore è ‘Dio misericordioso’, il Padre ha mandato il Figlio perché mostri quanto ha amato il mondo, affinché la vita di Dio, che è splendore di amore, diventi per tutti godibile e piena nel suo Spirito.

Domenica di Pentecoste

Anno liturgico A (2025-2026) – Tempo di Pasqua – Domenica di Pentecoste – (24 maggio 2026)

La fede in Gesù, che è gioia della sua presenza, vale in rapporto all’essere trovati nello stesso movimento di invio al mondo perché tutti conoscano la grandezza dell’amore del Padre. Proprio nella prospettiva di tale invio Gesù ‘soffia’ lo Spirito Santo. Il termine corrisponde al soffio dello Spirito all’inizio della creazione, per cui quel ‘soffiare’ equivale a ‘ricreare’, ridare la vita secondo la potenza divina di un amore che tutto ha conquistato. E in che cosa viene descritta questa potenza? Nel perdono dei peccati. È la presentazione più radicale del compito missionario evangelico: il perdono è la cifra storica della pace divina che tiene insieme tutto e tutti nell’amore di Dio. Lo Spirito è colui che disporrà e guiderà i discepoli alla realizzazione di questo supremo volere di Dio testimoniato da Gesù nella sua preghiera sacerdotale: che si faccia una cosa sola, tu in me e io in loro, perché tutti conoscano te! La preghiera della chiesa: Vieni, Santo Spirito, riempi i cuori dei tuoi fedeli e accendi in essi il fuoco del tuo amore, non è che l’invocazione pressante perché quel ‘volere’ di Dio si compia finalmente.

Ascensione del Signore

Anno liturgico A (2025-2026) – Tempo di Pasqua – Ascensione del Signore – (17 maggio 2026)

L’ascensione riporta l’umanità nella gloria di Dio. Se guardiamo la scena da spettatori, vediamo Gesù in alto e noi in attesa di partecipare un giorno alla sua gloria. Se stiamo dentro la scena, allora intuiamo che il cielo è il cuore dove Dio è adorato in tutta la sua gloria e la sua gloria è l’amore per gli uomini che in Gesù, morto e risorto, risplende e che il suo Spirito ci partecipa perché possiamo conoscere e far conoscere a tutti e a tutto il mondo il Padre nel suo immenso amore. Come proclama la finale del vangelo di Matteo: “Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (28,18). Così, vedere Gesù asceso al cielo significa vedere compiersi l’umanità nella gloria di un amore, quello di Gesù che viene a noi e agisce dal di dentro dei nostri cuori, riempiendo ogni spazio perché il mondo sappia che è amato da Dio.

VI Domenica di Pasqua

Anno liturgico A (2025-2026) – Tempo di Pasqua – VI Domenica di Pasqua – (10 maggio 2026)

Gesù ha ben presente la situazione di persecuzione nel mondo per i suoi discepoli che vorranno testimoniare la fede in lui. Dovranno vivere quel che Gesù appena dopo dirà: “rimanete in me e io in voi” (Gv 15,4) nel contesto di una lotta perché l’amore di Dio prevalga e redima il mondo. Come è stato per il Maestro, così per i discepoli. Tanto che la traduzione italiana della lettera di Pietro ‘adorate il Signore nei vostri cuori’ non rende la drammaticità di quello che quell’adorazione comporta. Il termine greco è ‘santificate il Signore’, alludendo al profeta Isaia quando dice: “Non chiamate congiura ciò che questo popolo chiama congiura, non temete ciò che esso teme e non abbiate paura. Il Signore degli eserciti, lui solo ritenete santo. Egli sia l’oggetto del vostro timore, della vostra paura” (Is 8,12-13). Il contesto è quello della persecuzione, quando il principe di questo mondo si scatena e il profeta invita a restare fermi nella fede in Dio: solo lui è il Santo, nessun altro va temuto. Proprio come un vecchio detto chassidico spiega: “Rabbi Michal diceva: “Questa è la nostra vergogna, che noi temiamo qualcun altro fuori di Dio”.

V Domenica di Pasqua

Anno liturgico A (2025-2026) – Tempo di Pasqua – V Domenica di Pasqua – (3 maggio 2026)

Gesù parla di un dove: “… vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi”. A cosa allude quel dove? Pietro protesta: “Signore dove vai? … Signore, perché non posso seguirti ora? Darò la vita per te!” (Gv 13,36-37). Rispondendogli, Gesù non gli preannuncia semplicemente il tradimento, ma dice anche altro. Gesù non può accettare che Pietro dia la vita per lui. Sarà Gesù a dare la vita perché l’amore del Padre per gli uomini sia noto a tutti gli uomini. Quando segue Gesù, il discepolo non è invitato a sacrificare la sua vita a Dio, ma viene trasformato in dono di Dio sempre più pieno all’umanità, come Gesù. L’uomo finisce di percorrere il suo cammino quando giunge a essere dono totale di Dio ai suoi fratelli. Gesù non chiede la vita del discepolo per lui, ma chiede che il discepolo, in lui, dia la sua vita a tutti perché l’amore di Dio splenda nel cuore di tutti e si faccia una sola famiglia.