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Nono ciclo

Anno liturgico A (2025-2026)

Tempo di Pasqua

Ascensione

(17 maggio 2026)

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At 1,1-11;  Sal 46 (47);  Ef 1,17-23;  Mt 28,16-20

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Un’espressione di s. Ambrogio nell’esegesi al salmo 23, che allude all’apertura delle porte celesti per il ritorno trionfale del Signore in cielo, mi sembra il commento più pertinente al mistero dell’ascensione: “Chi è questo re della gloria? … Alzate, o porte, la vostra fronte, alzatevi, soglie antiche ed entri il re della gloria. Angeli e arcangeli lo precedevano, ammirando il bottino fatto sulla morte. Sapevano che niente di corporeo può accedere a Dio e tuttavia vedevano il trofeo della croce sulla sua spalla: era come se le porte del cielo, che l’avevano visto uscire, non fossero più abbastanza grandi per riaccoglierlo. Non erano mai state a misura della sua grandezza, ma per il suo ingresso di vincitore occorreva una via più trionfale: davvero non aveva perso nulla ad annientarsi!”.

L’ascensione riporta l’umanità nella gloria di Dio. Se guardiamo la scena da spettatori, vediamo Gesù in alto e noi in attesa di partecipare un giorno alla sua gloria. Se stiamo dentro la scena, allora intuiamo che il cielo è il cuore dove Dio è adorato in tutta la sua gloria e la sua gloria è l’amore per gli uomini che in Gesù, morto e risorto, risplende e che il suo Spirito ci partecipa perché possiamo conoscere e far conoscere a tutti e a tutto il mondo il Padre nel suo immenso amore. Come proclama la finale del vangelo di Matteo: “Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (28,18). Così, vedere Gesù asceso al cielo significa vedere compiersi l’umanità nella gloria di un amore, quello di Gesù che viene a noi e agisce dal di dentro dei nostri cuori, riempiendo ogni spazio perché il mondo sappia che è amato da Dio.

La narrazione evangelica sigilla la conclusione della rivelazione di Gesù dentro due orizzonti di senso che si sovrappongono: l’orizzonte della missione degli apostoli nel mondo e l’orizzonte della interiorizzazione della presenza di Gesù nel cuore degli apostoli, che lo sperimenteranno sempre con loro proprio nel loro essere inviati al mondo. Le ultime parole di Gesù non esprimono semplicemente che lui resta con noi, ma che resta con noi efficacemente, potentemente. Come discepoli, non è che faremo semplicemente ricorso a lui nella vita, ma che ne godremo la presenza, con l’assicurazione che potremo restare nella dinamica del suo amore sempre e comunque, perché prevalga in noi l’amore di Dio per tutti.

Il testo evangelico di Matteo comporta una sottolineatura speciale per la nostra umanità. Per quattro volte si ripete la parola tutto: “ogni potere … tutti i popoli … tutto ciò che vi ho comandato … tutti i giorni”. Viene sottolineata la compiutezza, l’universalità, la totalità del mistero che si compie. In quaranta parole (quaranta di numero!) Matteo riassume tutto l’annuncio del vangelo di Gesù. Ascoltandole si ha modo di ripercorrere in filigrana tutto il vangelo e tutto l’insegnamento di Gesù. I rimandi al vangelo si intravedono attraverso cinque parole:

1. Monte. Si parla di un monte, senza specificare quale. Il lettore del vangelo può riandare almeno a tre monti che ha ritrovato nel racconto di Matteo: il monte altissimo della tentazione (proprio quello dove il diavolo ha chiesto a Gesù di prostrarsi in adorazione a lui), il monte delle beatitudini dove Gesù ha proclamato la novità del suo insegnamento, il monte della trasfigurazione dove Gesù ha svelato la luce della sua divinità. Lo ricorda un medaglione paleocristiano del IV secolo in avorio, dove Gesù è rappresentato mentre sale al Padre su un colle, alle cui pendici dormono Pietro, Giacomo e Giovanni. Come a dire: quella gloria, appena intravista dagli apostoli al momento della trasfigurazione, si compie con la risurrezione-ascensione di Gesù e ce ne viene partecipata la potenza con il dono dello Spirito che farà risplendere nel mondo l’amore del Padre a partire dai discepoli, ormai aperti alla rivelazione e alla compagnia del loro Gesù, Signore, che ha vinto la morte.

2. Adorazione. Si parla dell’adorazione dei discepoli, ma annotando che serpeggiavano ancora dubbi. Matteo non presenta mai la fede dei discepoli sicura, definitiva, totale. La fede è sempre passibile dell’incertezza del cuore, incertezza che si risolve nel riferirsi fiducioso alla persona di Gesù.

3. Potere: “a me è stato dato ogni potere in cielo e in terra”. È forse il termine più ambiguo per i nostri cuori. Di quale potere Gesù si arroga? È il potere dell’obbedienza all’amore del Padre, del servizio, dello stare in mezzo ai discepoli come colui che serve. Questo potere è lo splendore della divinità. Come Figlio di Dio, ha tutto il potere di rivelare il vero volto del Padre, che è amore misericordioso per noi; ha il potere della verità su Dio. Come Figlio dell’uomo, ha il potere di portare a compimento tutti gli aneliti di fondo della umanità; quel disporsi al servizio, quello stare solidale anche con coloro che lo oltraggiano, quel custodire l’amore nell’ingiustizia, rivela una pienezza di umanità desiderabile.

4. Comando: “fate discepoli tutti i popoli”. È il comando che riassume il senso stesso del discepolato di Gesù. Credere in Gesù significa accettare di essere assunti nella dinamica del suo stesso invio al mondo per far conoscere la grandezza dell’amore del Padre. In pratica, quella che è stata l’esperienza dei discepoli rispetto all’agire di Gesù con loro, diventa il modello di riferimento per l’agire dei discepoli verso il mondo.

5. Presenza: “Io sono con voi tutti i giorni”. Con questo è giustificata la gioia dei discepoli rispetto alla sottrazione di Gesù ai loro sguardi. Ciò significa che nella percezione degli apostoli l’ascensione è colta come un dono di presenza, come un’interiorizzazione di rapporto, che non solo non perde nulla della sua realtà con la sottrazione della fisicità di Gesù, ma acquista profondità e intensità insospettate. Se volessi riassumere con mie parole la sensazione degli apostoli, direi che si è trattato dell’esperienza di una gioia assolutamente dinamica, capace di allargare i confini del cuore e le energie corrispondenti in maniera illimitata. Come per loro, così per noi.

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I TESTI DELLE LETTURE (dal “Messale Romano”):

[I testi delle letture sono tratti dal sito ufficiale della CEI – chiesacattolica.it]

Prima Lettura

Fu elevato in alto sotto i loro occhi.

Dagli Atti degli Apostoli

At 1,1-11

Nel primo racconto, o Teòfilo, ho trattato di tutto quello che Gesù fece e insegnò dagli inizi fino al giorno in cui fu assunto in cielo, dopo aver dato disposizioni agli apostoli che si era scelti per mezzo dello Spirito Santo.

Egli si mostrò a essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, durante quaranta giorni, apparendo loro e parlando delle cose riguardanti il regno di Dio. Mentre si trovava a tavola con essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere l’adempimento della promessa del Padre, «quella – disse – che voi avete udito da me: Giovanni battezzò con acqua, voi invece, tra non molti giorni, sarete battezzati in Spirito Santo».

Quelli dunque che erano con lui gli domandavano: «Signore, è questo il tempo nel quale ricostituirai il regno per Israele?». Ma egli rispose: «Non spetta a voi conoscere tempi o momenti che il Padre ha riservato al suo potere, ma riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samarìa e fino ai confini della terra».

Detto questo, mentre lo guardavano, fu elevato in alto e una nube lo sottrasse ai loro occhi. Essi stavano fissando il cielo mentre egli se ne andava, quand’ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: «Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che di mezzo a voi è stato assunto in cielo, verrà allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo».

Parola di Dio.

Salmo Responsoriale

Dal Salmo 46 (47)

R. Ascende il Signore tra canti di gioia.

Popoli tutti, battete le mani!

Acclamate Dio con grida di gioia,

perché terribile è il Signore, l’Altissimo,

grande re su tutta la terra. R.

Ascende Dio tra le acclamazioni,

il Signore al suono di tromba.

Cantate inni a Dio, cantate inni,

cantate inni al nostro re, cantate inni. R.

Perché Dio è re di tutta la terra,

cantate inni con arte.

Dio regna sulle genti,

Dio siede sul suo trono santo. R.

Seconda Lettura

Lo fece sedere alla sua destra nei cieli.

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni

Ef 1,17-23

Fratelli, il Dio del Signore nostro Gesù Cristo, il Padre della gloria, vi dia uno spirito di sapienza e di rivelazione per una profonda conoscenza di lui; illumini gli occhi del vostro cuore per farvi comprendere a quale speranza vi ha chiamati, quale tesoro di gloria racchiude la sua eredità fra i santi e qual è la straordinaria grandezza della sua potenza verso di noi, che crediamo, secondo l’efficacia della sua forza e del suo vigore.

Egli la manifestò in Cristo,

quando lo risuscitò dai morti

e lo fece sedere alla sua destra nei cieli,

al di sopra di ogni Principato e Potenza,

al di sopra di ogni Forza e Dominazione

e di ogni nome che viene nominato

non solo nel tempo presente ma anche in quello futuro.

Tutto infatti egli ha messo sotto i suoi piedi

e lo ha dato alla Chiesa come capo su tutte le cose:

essa è il corpo di lui,

la pienezza di colui che è il perfetto compimento di tutte le cose.

Parola di Dio.

Acclamazione al Vangelo

Alleluia, alleluia.

Andate e fate discepoli tutti i popoli, dice il Signore.

Ecco, io sono con voi tutti i giorni,

fino alla fine del mondo. (Mt 28,19a.20b)

Alleluia.

Vangelo

A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra.

Dal Vangelo secondo Matteo

Mt 28,16-20

In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato.

Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».

Parola del Signore.