XXV Domenica T.O.

Anno liturgico A (2019-2020) – Tempo Ordinario – XXV Domenica (20 settembre 2020)

Il punto nevralgico risiede nella formulazione della promessa da parte di Gesù: “Alla rigenerazione del mondo siederete anche voi su dodici troni…”. Non si tratta del mondo futuro che sarà, ma del mondo futuro che viene, che è già venuto; si tratta del ‘mondo rinnovato’ che Gesù svela con il suo comportamento e con il suo agire. Se non si diventa partecipi di questo mondo rinnovato non sarà possibile comprendere le vie di Dio. La parabola, che presenta l’immagine di un padrone generoso con i suoi beni, vorrebbe conquistare i cuori all’esperienza di questa generosità, sottintendendo che non pagherà semplicemente il dovuto, ma che ricompenserà largamente oltre il dovuto.

XXIV Domenica T.O.

Anno liturgico A (2019-2020) – Tempo Ordinario – XXIV Domenica (13 settembre 2020)

Cosa attira maggiormente la grazia di Dio? La risposta è sempre la stessa: il perdonarsi vicendevole. Due sono i perni sui quali il vangelo fonda la grazia del perdono. Per rispondere alla domanda su chi sia più grande nel regno dei cieli, Gesù prende un bambino e dice: “Perciò chiunque si farà piccolo come questo bambino, costui è il più grande nel regno dei cieli” (Mt 18,4). Il testo greco però è assai più puntuale. Non dice ‘chi si farà piccolo’, ma ‘chi si umilia’ come questo bambino. In pratica dice: chi rinuncia a ogni suo diritto pur di onorare il fratello, questi è il più grande nel regno dei cieli. Chi rinuncia alla propria difesa, può onorare sempre il fratello e testimoniare la grandezza dell’amore di Dio per i suoi figli.

XXIII Domenica T.O.

Anno liturgico A (2019-2020) – Tempo Ordinario – XXIII Domenica (6 settembre 2020)

Il richiamo al fatto che dove due o tre sono riuniti nel nome di Gesù, lì c’è lui, assume un valore molto più estensivo. Come a dire: la preghiera pura può scaturire da un cuore solo quando è pienamente riconciliato con i suoi fratelli. E la preghiera pura sempre ottiene. La frase non è tanto un invito alla preghiera, ma un invito a cercare sempre e comunque la riconciliazione, a dare sempre e comunque il perdono, realizzando in questo l’angolo di paradiso sulla terra: dove c’è comunione, Dio è glorificato come Padre di tutti.

XXII Domenica T.O.

Anno liturgico A (2019-2020) – Tempo Ordinario – XXII Domenica (30 agosto 2020)

A differenza però del profeta Geremia il quale continua dicendo: “Ma nel mio cuore c’era come un fuoco ardente, trattenuto nelle mie ossa; mi sforzavo di contenerlo, ma non potevo”, noi fin troppo bene riusciamo a contenere quel fuoco, lo mortifichiamo, lo spegniamo e non riusciamo a volte nemmeno più a sentirne la presenza. Ed è per questo che non riusciamo a liberarci dal bisogno di difenderci, impedendoci però di godere la vita e impedendolo anche agli altri. Non rimaniamo conquistati, non ci lasciamo conquistare, come invece è avvenuto per Geremia, per Paolo. In noi prevale la paura.

XXI Domenica T.O.

Anno liturgico A (2019-2020) – Tempo Ordinario – XXI Domenica (23 agosto 2020)

“Ma voi, chi dite che io sia?”. La risposta di Pietro, portavoce dei suoi compagni, fa un passo avanti rispetto alla gente; cerca di cogliere la persona del messia senza fermarsi semplicemente al ruolo: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente”. Nella sua professione di fede c’è la confessione di Gesù come l’Eletto, l’Unico, il Figlio Unico, l’Unigenito, nella sua unicità di relazione con Dio; ma anche nella sua unicità di relazione con gli uomini, per i quali è l’Inviato, il Figlio prediletto che rivela l’amore del Padre, l’Unico che può rivelare il vero volto di Dio. Tutto questo esprime la sua confessione di fede ed è per questo che Gesù lo proclama beato…

XX Domenica T.O.

Anno liturgico A (2019-2020) – Tempo Ordinario – XX Domenica (16 agosto 2020)

… se io ho accolto l’alleanza del Signore, non tutto di me l’ha accolta; se io ho accolto la buona novella, non tutto di me è stato evangelizzato e poco a poco l’insieme di me deve poter godere dei beni di questa alleanza. Se le mie qualità e virtù mi riportano al Signore, anche i miei difetti e peccati devono potermi riportare a Lui attraverso il pentimento. Se un pensiero buono mi svela qualcosa del mio Signore, mi introduce nella sua intimità, anche un pensiero cattivo cela qualcosa da scoprire per il mio cuore in rapporto al Signore, e così un mio peccato, una mia debolezza.