XVI Domenica T.O.

Anno liturgico A (2025-2026) – Tempo Ordinario – XVI Domenica – (19 luglio 2026)

Le parabole di Gesù possono essere lette in rapporto alle dinamiche che regolano la vita del cuore quando vuole godere del regno, che Gesù è venuto a manifestarci. Il salmo responsoriale di oggi ha un’espressione straordinaria che forse riassume al meglio tutte le invocazioni del cuore davanti al Signore: “Insegnami, Signore, la tua via: camminerò nella tua verità. Unifica il mio cuore perché tema il tuo Nome” (Sal 85/86,11).

XV Domenica T.O.

Anno liturgico A (2025-2026) – Tempo Ordinario – XV Domenica – (12 luglio 2026)

Per tre domeniche consecutive verranno proclamate le parabole del regno. Importante cogliere il contesto in cui sono inserite per intuirne il mistero. Seguono la solenne dichiarazione di Gesù: “Poi tendendo la mano verso i suoi discepoli, disse: ‘Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, egli è per me fratello, sorella e madre” (Mt 12,48-50).

XIV Domenica T.O.

Anno liturgico A (2025-2026) – Tempo Ordinario – XIV Domenica – (5 luglio 2026)

Il brano evangelico di oggi è uno dei rari passi in cui Gesù rivela il suo mondo interiore, dentro un’emozione traboccante davanti alla gioia dei discepoli che raccontano al loro Maestro i prodigi avvenuti durante la missione di evangelizzazione che era stata loro affidata.

XIII Domenica T.O.

Anno liturgico A (2025-2026) – Tempo Ordinario – XIII Domenica – (28 giugno 2026)

La donna sunamita sperimenta il detto di Gesù: “Chi accoglie un profeta perché è un profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto perché è un giusto, avrà la ricompensa del giusto” (Mt 10,41). Tanto più se teniamo conto del significato misterioso delle parole di Gesù, che potremmo spiegare così. Se si guarda a un uomo come a un giusto, si ha la possibilità di avere la ricompensa del giusto.

XII Domenica T.O.

Anno liturgico A (2025-2026) – Tempo Ordinario – XII Domenica – (21 giugno 2026)

La paura che prendesse il discepolo nella tribolazione non equivarrebbe semplicemente alla mancanza di coraggio, ma alla mancata intimità con il proprio maestro. Il contrario della paura non è il coraggio, ma la confidenza; non si conquista con l’esibizione, ma con l’intimità. Tale è l’ottica di lettura per i brani di oggi.
In questo senso risuona potente l’invocazione del profeta Geremia messo alle strette dai suoi falsi ammiratori, rivelatisi nemici perversi: “possa io vedere la tua vendetta su di loro, poiché a te ho affidato la mia causa” (Ger 20,12). Nella terribile esperienza del profeta, insidiato da ogni parte e abbandonato da tutti, la sua preghiera è esaudita nel senso che i suoi nemici non ottengono la sua anima, cioè non la piegano ai loro voleri e non la distolgono dal perseguire la verità della parola di Dio.

XI Domenica T.O.

Anno liturgico A (2025-2026) – Tempo Ordinario – XI Domenica – (14 giugno 2026)

[…] se Gesù prova compassione è perché sa che può dire: “Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero” (Mt 11,28-30). E ancora perché sa che, se il cuore dell’uomo cerca ristoro e non lo trova, è perché si illude di cercarlo fuori di Lui. Così, quando Gesù, mosso dalla sua compassione, invita i discepoli a pregare perché il Padre mandi operai nella sua messe, fa pregare non tanto perché mandi tanti operai, ma perché ne mandi di quelli che si muoveranno spinti dalla stessa sua compassione.