Dic 5, 2025 | Tempo Avvento 2025-2026
Anno liturgico A (2025-2026) – Tempo di Avvento – II Domenica – (7 dicembre 2025)
Il profeta Isaia prospetta l’intervento del Signore per il suo popolo così: “la conoscenza del Signore riempirà la terra come le acque ricoprono il mare”. Quando la salvezza di Dio si compirà tutto sarà in armonia, non ci saranno più opposizioni e violenze, né ingiustizie e oppressioni. L’antifona di ingresso l’aveva annunciata, sempre con le parole del profeta: “Eppure il Signore aspetta con fiducia per farvi grazia, per questo sorge per avere pietà di voi, perché un Dio giusto è il Signore; beati coloro che sperano in lui” (Is 30,18). Ne aveva anche descritto le condizioni: “Nella conversione e nella calma sta la vostra salvezza, nell’abbandono confidente sta la vostra forza” (Is 30,15). Sono le condizioni che Giovanni Battista ricorda ai farisei: “Fate dunque un frutto degno della conversione”.
Nov 29, 2025 | Tempo Avvento 2025-2026
Anno liturgico A (2025-2026) – Tempo di Avvento – I Domenica – (30 novembre 2025)
Con la liturgia dell’Avvento inizia un nuovo anno liturgico. La Chiesa invita alla vigilanza. Il vangelo proclama: “Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà”. La tensione, a cui tutta la liturgia dell’Avvento allude, non riguarda semplicemente l’attesa della venuta del Signore, bensì alla capacità del cuore e dell’intelligenza di percepire la ‘presenza’ del Signore Gesù, che tutto attira a sé e al suo regno per consegnarlo nelle mani del Padre. Avvento non significa primariamente attesa, ma presenza. Il periodo liturgico dell’Avvento non è un’attesa della nascita di Gesù a Betlemme, ma la tensione a una capacità di sensazione, di intuizione cordiale della compagnia di Gesù che opera continuamente perché il suo regno conquisti i cuori e la storia. E se di attesa si parla, si tratta dell’attesa della manifestazione del Signore Gesù al nostro cuore.
Nov 28, 2025 | Intero anno 2025-2026
WORD – PDF Nono ciclo Anno liturgico A (2025-2026) Avvento I Domenica (30 novembre 2025) ___________________________________________________ Is 2,1-5; Sal 121 (122); Rm 13,11-14a; Mt 24,37-44 ___________________________________________________...
Nov 21, 2025 | Solennità e feste 2024-2025, Tempo Ordinario 2024-2025
Anno liturgico C (2024-2025) – Tempo Ordinario – XXXIV Domenica – Cristo Re – (23 novembre 2025)
L’immagine di Cristo re a partire dalla croce non può che essere un’immagine di rivelazione. L’uomo non avrebbe mai potuto escogitare un’immagine del genere! E questo testimonia quanto i pensieri degli uomini siano distanti da quelli di Dio. A ben guardare, molti particolari del racconto della crocifissione richiamano il racconto delle tentazioni di Gesù nel deserto all’inizio del suo ministero messianico. Quella che allora veniva letta come tensione drammatica, qui diventa concretezza drammatica. Se là emergeva la verità del cuore di Gesù rispetto alle insinuazioni del diavolo, qui viene proclamata la verità della sua vita rispetto all’amore del Padre per i suoi figli. Le parole del diavolo sono rivelate in tutta la loro portata nel momento cruciale della vita di Gesù allorché, appeso in croce, si sente apostrofare: “Ha salvato altri e non può salvare se stesso! È il re d’Israele; scenda ora dalla croce e crederemo in lui. Ha confidato in Dio; lo liberi lui, ora, se gli vuol bene. Ha detto infatti: ‘Sono Figlio di Dio’!”
Nov 14, 2025 | Tempo Ordinario 2024-2025
Anno liturgico C (2024-2025) – Tempo Ordinario – XXXIII Domenica – (16 novembre 2025)
La liturgia di oggi annuncia cose tremende ma invitando a una fiducia incrollabile. Si parla di attesa della fine e contemporaneamente dello splendore dell’amore di Dio che in Gesù si manifesta. Così il brano del profeta Malachia, l’ultimo libro dell’Antico Testamento nel canone cristiano, introduce direttamente al giorno del Signore che presto sorgerà. Sarà terribile, ma non per i terrori che invaderanno i cuori, ma per la straordinarietà degli eventi che lo caratterizzeranno: sarà vinta la morte con la morte del Figlio dell’uomo, lui, che è il sole di giustizia dai raggi benefici. Il salmo responsoriale parla di un cantico nuovo per la manifestazione del regno eterno di Dio. Un fine commentatore ebraico, Rashi di Troyes, annota come il cantico nuovo rimanda al futuro, ma è nell’oggi della nostra storia che siamo chiamati a cantare l’amore del Signore, riconoscendo nelle lotte e nelle fatiche della vita i segni del suo regno che viene. Quello che chiediamo costantemente con la preghiera del Padre nostro: “Venga il tuo regno”.
Nov 7, 2025 | Solennità e feste 2024-2025
Anno liturgico C (2024-2025) – Solennità e feste – Dedicazione della Basilica Lateranense – (9 novembre 2025)
È caratteristico il fatto che l’espressione di Gesù: “Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere” (Gv 2,19) sia ripresa come accusa e scherno ai piedi della croce: “Ehi, tu che distruggi il tempio e lo ricostruisci in tre giorni, salva te stesso scendendo dalla croce!” (Mc 15,29). Sarà l’ultima richiesta di segno: scendere dalla croce! Ogni richiesta di segno in un’ottica di potenza rivela la cecità del cuore di fronte all’agire di Dio. Gesù non scenderà dalla croce per convincere: se l’amore non convince, non c’è potenza che lo possa ottenere. La conseguenza sarà che il luogo della presenza di Dio nel mondo oramai è l’umanità come il corpo che Gesù ha assunto. E tutti i comandamenti sono in funzione di far risplendere quella umanità. L’amore di Dio per l’uomo è così radicale da far rivelare la Sua gloria a partire da e dentro l’umanità. Qui è racchiuso il mistero della Chiesa.