Giu 27, 2025 | Solennità e feste 2024-2025
Anno liturgico C (2024-2025) – Solennità e feste – Ss. Pietro e Paolo – (29 giugno 2025)
L’aspetto singolare della loro testimonianza è costituito dal fatto che soltanto tramite loro siamo garantiti nell’accesso alla rivelazione di Dio, in Gesù. Il brano evangelico della confessione di Pietro a Cesarea lo conferma: “Disse loro: ‘Ma voi, chi dite che io sia?’. Rispose Simon Pietro: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente”. E Gesù gli disse: “Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli”. La confessione della verità del Signore Gesù comporta la partecipazione alla rivelazione di Dio. Quando ci si appressa al mistero della persona di Gesù si comincia a godere di un dinamismo di rivelazione che proviene da Dio e che ci precede. Non si tratta in effetti di cogliere una verità su Gesù, ma di percepire che Dio ci si fa incontro nella sua accondiscendenza di amore per noi. Accondiscendenza, che ci riguarda a doppio titolo: implica il movimento che viene direttamente da Dio nel suo amore anche per me e il movimento che viene dai suoi servi che già hanno goduto di quell’amore e di cui si fanno garanti per me. Ambedue gli aspetti sono essenziali per il nostro cuore, perché questa è la provvidenza di Dio per gli uomini.
Giu 25, 2025 | Solennità e feste 2024-2025
Anno liturgico C (2024-2025) – Solennità e feste – Sacratissimo Cuore di Gesù – (27 giugno 2025)
Con le sue parabole Gesù vuol rispondere alle mormorazioni del cuore dell’uomo che non è più capace di onorare i suoi fratelli perché non sa più riconoscere il mistero di Dio; non riesce più a percepire il cuore di Dio. Per noi, in effetti, si tratta solo di riconoscere e credere all’amore di un Dio che viene a cercarci, a usarci premura, a fare dono di Sé a noi, a perdonarci, noi, la sua gioia! Ma il nostro cuore, irretito nelle illusioni del peccato, è più aspro di quello di Dio; crede di salvare una specie di nobiltà teorica condannandosi, rinchiudendosi in una condanna sfiduciata. La vita non è avara di motivi di sfiducia, ma si può giocare proprio nella fiducia a Qualcuno, che è riconosciuto come Colui che ‘si perde’ per noi e ci ridà dignità. È vero che Dio può far nascere altri figli perfino dalle pietre, ma è ancora più vero che, per quanto indegni e ribelli, i figli che Dio preferisce sono quelli in carne ed ossa, quelli che siamo, che rimprovera ma di cui continua ad avere premura. Gesù, morto e risorto per noi, è il sigillo ultimativo di quella Volontà e il suo Cuore trafitto è l’emblema più suggestivo di quella Volontà di Bene per noi.
Giu 20, 2025 | Solennità e feste 2024-2025
Anno liturgico C (2024-2025) – Solennità e feste – Corpus Domini – (22 giugno 2025)
Nella formulazione evangelica, ‘vita eterna’ non allude solo alla perennità della vita, ma alla sua qualità, perché Dio è Amore. Ciò significa che celebrando l’eucaristia, mangiando l’eucaristia, si diventa ‘Corpo di Cristo’, chiamati cioè a partecipare al mistero del Cristo che vuole passare tramite noi per manifestarsi al mondo. Gesù Cristo, pane spezzato per un mondo nuovo: ecco la dinamica eucaristica. La comunione al Cristo non è un semplice atto che si compie nella chiesa, ma si iscrive dentro la nostra umanità per manifestarsi al mondo. In effetti, a partire dal Cristo e attraverso la chiesa che è il suo Corpo vivente, l’eucaristia diventa fermento di vita dentro il nostro mondo. Passa attraverso noi per essere offerta a tutta l’umanità. Ci chiama a desiderare vivamente quel ‘mondo nuovo’ in cui non ci si rassegna più alla potenza del male ma in cui si crede che la fraternità universale sia più forte di tutte le ingiustizie e divisioni.
Giu 18, 2025 | av-2025, vita spirituale
Audiovideo – Incontri di formazione
Incontri di formazione alle Clarisse di Trevi (PG), 16/18 giugno 2025
Giu 13, 2025 | Solennità e feste 2024-2025
Anno liturgico C (2024-2025) – Solennità e feste – SS. Trinità – (15 giugno 2025)
Lui è il Testimone per eccellenza di quella verità che conquista i cuori interamente, convinca i cuori della grandezza dell’amore di Dio, che l’esperienza di quell’amore ci sveli i suoi segreti.
Segreti, che attingono all’origine stessa della creazione, di cui costituiscono il fondamento e lo scopo, come il capitolo 8 del libro dei Proverbi suggerisce. Un’espressione è particolarmente suggestiva: “… io ero con lui come artefice ed ero la sua delizia ogni giorno: giocavo davanti a lui in ogni istante, giocavo sul globo terrestre, ponendo le mie delizie tra i figli dell’uomo”. Il Padre trovava delizia nel Figlio e il Figlio trovava delizia nei figli dell’uomo. Come a dire che il colloquio eterno tra il Padre e il Figlio verte sulla salvezza dell’uomo, per il quale il mondo è creato, colloquio che lo Spirito svelerà al nostro cuore rendendocene partecipi. E la partecipazione avverrà stando sottomessi a tutti nel nome di Cristo, che rivela l’amore di Dio, perché la sottomissione ha a che fare con la delizia della Sapienza che presiede alla creazione per amore dell’uomo.