Maria SS. Madre di Dio

Anno liturgico A (2025-2026) – Solennità e feste – Maria SS. Madre di Dio – (1 gennaio 2026)

Se la formula di benedizione riportata nel libro dei Numeri concerne Israele, il salmo 66 la estende a tutta l’umanità perché ormai Colui, che del Padre è lo splendore, è nato per noi. In Lui si concentra la pienezza di benedizione, in Lui che è nato nella pienezza dei tempi, come dice l’apostolo. Ciò significa che la Sua benedizione copre tutti i tempi e contemporaneamente ogni genere di tempo, tutto il tempo della vita in tutte le situazioni possibili. Così che, quando il canto al vangelo proclama: “Dio ha parlato ai padri per mezzo dei profeti, ultimamente, in questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del Figlio”, si allude non semplicemente al fatto che Colui che era stato annunciato dai profeti è venuto, ma che in Lui si compiono tutte le possibilità dei tempi.

Santa Famiglia

Anno liturgico A (2025-2026) – Tempo di Natale – Santa Famiglia – (28 dicembre 2025)

È significativo che la Chiesa non celebri l’incarnazione del Figlio di Dio in generale, ma dentro una singola famiglia della famiglia umana. Per quanto misteriosa e singolare sia questa famiglia, è proprio a questa famiglia che tutti possono guardare per comprendere e vivere il mistero della vita. Si tratta del mistero che io definirei dell’obbedienza all’amore. Parlo di obbedienza prima che di amore perché l’amore costituisce come l’esito di un’obbedienza confidente.
È il destino della chiamata alla vita, della vocazione umana: si diventa umani solo dentro una storia riconosciuta, che ci precede e ci accompagna, imparando a riconoscere e vivere quella ‘promessa’ di vita che resta inscritta in noi venendo al mondo sia per i genitori che per i figli. La famiglia è il luogo di svelamento di quella promessa che viene dall’alto, il luogo di riferimento esistenziale che segna la natura dei nostri sogni. Non è il luogo da dove proviene la promessa; è più semplicemente il luogo dove la promessa diventa nostra, diventa mia.

Natale del Signore

Anno liturgico A (2025-2026) – Tempo di Natale – Natale del Signore – (25 dicembre 2025)

La luce che percorre tutti i brani evangelici natalizi non è per gli occhi del corpo, ma dello spirito. Gli occhi fisici vedono altro. Vedono un semplice neonato, in condizioni disagevoli, per quanto circondato di tenerezza. Per di più, nel dramma che incombe perché il bambino sarà cercato per essere ucciso, dovrà fuggire, nonostante la visita di personaggi illustri, sconosciuti, che gli presentano doni specialissimi. Vivrà nel nascondimento, fino al giorno della sua manifestazione. Gli antichi pittori di icone avevano indirizzato gli sguardi a cogliere quel dramma: il bambino giace in una grotta scura, la mangiatoria assomiglia a una tomba, i pannolini alludono alle fasce mortuarie. Eppure, c’è qualcosa nell’aria di irresistibilmente luminoso, che apre i cuori alla letizia.

IV Domenica T.A.

Anno liturgico A (2025-2026) – Tempo di Avvento – IV Domenica – (21 dicembre 2025)

La liturgia dell’avvento ha presentato una serie di testimonianze a favore del Figlio di Dio che si fa uomo. L’ultima in ordine di tempo è quella di “Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù, chiamato Cristo”, che chiude la genealogia di Gesù secondo il vangelo di Matteo. La caratteristica di Giuseppe è quella di essere chiamato in causa in rapporto alla profezia dell’Emmanuele, sì, ma stando semplicemente dalla parte della sua sposa, incinta. Paolo, senza nominarlo, si riferisce a lui nel saluto iniziale ai Romani: “… il vangelo di Dio, che egli aveva promesso per mezzo dei suoi profeti nelle sacre Scritture e che riguarda il Figlio suo, nato dal seme di Davide secondo la carne”. Quel Figlio è la buona novella di cui tutte le Scritture raccontano la promessa e si fa uomo nella linea della discendenza davidica, discendenza che Giuseppe assicura. Quando l’angelo gli appare, chiama Giuseppe ‘figlio di Davide’. Naturalmente, Giuseppe non ha più nulla della gloria mondana di una discendenza regale, e tuttavia assicura a Gesù la verità del titolo ‘Figlio di Davide’.

III Domenica T.A.

Anno liturgico A (2025-2026) – Tempo di Avvento – III Domenica – (14 dicembre 2025)

La preghiera sulle offerte della liturgia di oggi riassume il senso delle letture che sono state proclamate: “Sempre si rinnovi, o Signore, l’offerta di questo sacrificio che attua il santo mistero da te istituito, e con la sua divina potenza renda efficace in noi l’opera della salvezza”. Quella ‘potenza’ è descritta nelle azioni di Dio a favore dell’uomo che il profeta Isaia annuncia, il salmo responsoriale commenta e che Gesù si attribuisce. Quelle azioni riguardano la manifestazione del regno di Dio che caratterizza la persona di Gesù. Se potessi riassumere in un’unica espressione quelle azioni direi: Gesù lascia regnare il Padre nel suo amore per noi su di lui e su tutti quelli che incontrava. Ecco, l’opera della salvezza è lasciar regnare il Padre nel suo amore per noi.