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Nono ciclo

Anno liturgico A (2025-2026)

Avvento

III Domenica

(14 dicembre 2025)

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Is 35,1-6a.8a.10;  Sal 145 (146);  Gc 5,7-10;  Mt 11,2-11

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La preghiera sulle offerte della liturgia di oggi riassume il senso delle letture che sono state proclamate: “Sempre si rinnovi, o Signore, l’offerta di questo sacrificio che attua il santo mistero da te istituito, e con la sua divina potenza renda efficace in noi l’opera della salvezza”. Quella ‘potenza’ è descritta nelle azioni di Dio a favore dell’uomo che il profeta Isaia annuncia, il salmo responsoriale commenta e che Gesù si attribuisce. Quelle azioni riguardano la manifestazione del regno di Dio che caratterizza la persona di Gesù. Se potessi riassumere in un’unica espressione quelle azioni direi: Gesù lascia regnare il Padre nel suo amore per noi su di lui e su tutti quelli che incontrava. Ecco, l’opera della salvezza è lasciar regnare il Padre nel suo amore per noi.

La singolarità della proclamazione della liturgia di oggi è data dal descrivere l’opera della salvezza dentro la domanda: “Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?”. È il dramma del Battista alla fine della vita. Si trova in prigione e sente parlare di quello che Gesù fa. Non era proprio quello che si era immaginato rispetto al messia che aveva indicato presente nel mondo. Affida la domanda ai discepoli, forse più per rassicurare loro che se stesso. Comunque costringe Gesù a esporsi. Nella sua risposta, Gesù parla la lingua del Battista, cita le Scritture e gli manda a dire che quello che i profeti avevano preannunciato si compie. Le sue parole sono una composizione di passi del profeta Isaia (Is 26,19; 29,18; 35,5; 42,7; 61,1). Con due sottolineature. Gesù riassume la sua missione messianica con l’annuncio del vangelo ai poveri, sapendo che il Battista conosceva l’annotazione del profeta Isaia che chi aveva il compito di evangelizzare i poveri era l’Unto del Signore: “Lo spirito del Signore Dio è su di me, perché il Signore mi ha consacrato con l’unzione; mi ha mandato a portare il lieto annuncio ai miseri, a fasciare le piaghe dei cuori spezzati, a proclamare la libertà degli schiavi, la scarcerazione dei prigionieri, a promulgare l’anno di grazia del Signore, il giorno di vendetta del nostro Dio, per consolare tutti gli afflitti, per dare agli afflitti di Sion una corona invece della cenere, olio di letizia invece dell’abito da lutto, veste di lode invece di uno spirito mesto” (Is 61,1-3). Il che significa che Gesù è proprio il Messia, Colui che realizza l’opera di salvezza di Dio, nonostante le sue azioni apparissero diverse da quanto il Battista si sarebbe aspettato.

Gesù poi aggiunge una seconda sottolineatura che suona: “E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo”. La sottolineatura rispecchia il dramma della domanda. La risposta di Gesù non chiude il problema, nel senso che resterà sempre aperta per tutti coloro che verranno dopo il Battista, poiché non sarà mai scontato il mistero della ‘debolezza’ di Dio. Gesù esalta la fede del Battista, lo rassicura. Gesù non gli risponde: sì, sono io il messia; ma: tu sei l’Elia che deve venire. Su quella assicurazione, il Battista. Non c’è più motivo di scandalizzarsi perché la sapienza di Dio opera secondo i suoi segreti. Il senso però drammatico della domanda del Battista resterà in tutti i discepoli proprio perché la Sapienza di Dio opera secondo i suoi segreti.

Nel vangelo di Matteo, in altre due occasioni si parla di scandalo a proposito di Gesù: in 13,57, allorché i compatrioti di Nazaret fanno resistenza all’insegnamento di Gesù e in 26,31, allorché i discepoli restano scandalizzati nella notte della cattura di Gesù. Sta di fatto che il Messia si manifesta diversamente da quanto ci si aspetta. Se vale per i profeti, è valso per i discepoli, come non varrà anche per noi? Lo scandalo del Messia povero e disarmato non finisce mai nella nostra vita. La rivelazione di Dio sorpassa ogni pensiero, sorprende le attese del cuore perché “Dio, nessuno lo ha mai visto: il Figlio unigenito, che è Dio ed è nel seno del Padre, è lui che lo ha rivelato” (Gv 1,18). Il volto di Dio lo vedono coloro che non si scandalizzano della sua piccolezza quando, ormai sfigurato sulla croce, allorché nemmeno d’uomo aveva più l’aspetto, accolgono tutto il mistero di Dio nel suo amore agli uomini, vedono cioè la sua scelta di essere Dio per gli uomini, non di sembrarlo soltanto.

Appena i discepoli di Giovanni si allontanano per portare la risposta al loro maestro, Gesù intesse l’elogio del Battista: “In verità io vi dico: fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui”. Il paragone va preso in assoluto, vale a dire: se Giovanni è più grande dei profeti perché, a differenza di loro, non solo ha intravisto la venuta del messia parlando di lui ma l’ha incontrato personalmente, l’ha indicato presente nel mondo e quindi nessuno è più grande di lui, Gesù, che viene dopo, il piccolo dopo il grande, il discepolo dopo il maestro, solo lui mostra la realtà del regno di Dio venuto, solo lui è il compimento delle promesse, in lui si manifesta tutto lo splendore dell’amore di Dio per gli uomini. Il più piccolo nel regno è più grande del più grande tra gli uomini. L’invito è a seguire l’indicazione del Battista nel suo indicare l’agnello di Dio e Gesù si proclama come colui verso il quale guardare.

Quando Giacomo, nella sua lettera, invita alla pazienza (nel testo italiano traduciamo con costanza: ‘siate costanti’), invita a camminare e a lavorare con generosità e fiducia in vista della manifestazione del Salvatore al nostro cuore, finché essa diventi radice di letizia: il Signore è con noi! Solo allora non scambieremo più le nostre opere con la pretesa di giustizia o la nostra scienza con la rivendicazione di potere e sapremo rapportarci a tutti nella condivisione di quella letizia che fa conoscere a tutti l’amore salvatore di Dio. Sarà il senso della gioia del Natale scoperta come radice di speranza per il mondo che trova nella presenza del ‘Dio con noi’ la ragione profonda della sua storia.

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I TESTI DELLE LETTURE (dal “Messale Romano”):

[I testi delle letture sono tratti dal sito ufficiale della CEI – chiesacattolica.it]

Prima Lettura

Ecco il vostro Dio, egli viene a salvarvi.

Dal libro del profeta Isaìa

Is 35,1-6a.8a.10

Si rallegrino il deserto e la terra arida,

esulti e fiorisca la steppa.

Come fiore di narciso fiorisca;

sì, canti con gioia e con giubilo.

Le è data la gloria del Libano,

lo splendore del Carmelo e di Saron.

Essi vedranno la gloria del Signore,

la magnificenza del nostro Dio.

Irrobustite le mani fiacche,

rendete salde le ginocchia vacillanti.

Dite agli smarriti di cuore:

«Coraggio, non temete!

Ecco il vostro Dio,

giunge la vendetta,

la ricompensa divina.

Egli viene a salvarvi».

Allora si apriranno gli occhi dei ciechi

e si schiuderanno gli orecchi dei sordi.

Allora lo zoppo salterà come un cervo,

griderà di gioia la lingua del muto.

Ci sarà un sentiero e una strada

e la chiameranno via santa.

Su di essa ritorneranno i riscattati dal Signore

e verranno in Sion con giubilo;

felicità perenne splenderà sul loro capo;

gioia e felicità li seguiranno

e fuggiranno tristezza e pianto.

Parola di Dio.

Salmo Responsoriale

Dal Salmo 145 (146)

R. Vieni, Signore, a salvarci.

Il Signore rimane fedele per sempre

rende giustizia agli oppressi,

dà il pane agli affamati.

Il Signore libera i prigionieri. R.

Il Signore ridona la vista ai ciechi,

il Signore rialza chi è caduto,

il Signore ama i giusti,

il Signore protegge i forestieri. R.

Egli sostiene l’orfano e la vedova,

ma sconvolge le vie dei malvagi.

Il Signore regna per sempre,

il tuo Dio, o Sion, di generazione in generazione. R.

Seconda Lettura

Rinfrancate i vostri cuori, perché la venuta del Signore è vicina.

Dalla lettera di san Giacomo apostolo

Gc 5,7-10

Siate costanti, fratelli miei, fino alla venuta del Signore. Guardate l’agricoltore: egli aspetta con costanza il prezioso frutto della terra finché abbia ricevuto le prime e le ultime piogge. Siate costanti anche voi, rinfrancate i vostri cuori, perché la venuta del Signore è vicina.

Non lamentatevi, fratelli, gli uni degli altri, per non essere giudicati; ecco, il giudice è alle porte. Fratelli, prendete a modello di sopportazione e di costanza i profeti che hanno parlato nel nome del Signore.

Parola di Dio.

Acclamazione al Vangelo

Alleluia, alleluia.

Lo Spirito del Signore è sopra di me,

mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio. (Is 61,1 (cit. in Lc 4,18)

Alleluia.

Vangelo

Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?

Dal Vangelo secondo Matteo

Mt 11,2-11

In quel tempo, Giovanni, che era in carcere, avendo sentito parlare delle opere del Cristo, per mezzo dei suoi discepoli mandò a dirgli: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». Gesù rispose loro: «Andate e riferite a Giovanni ciò che udite e vedete: I ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo. E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!».

Mentre quelli se ne andavano, Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso? Ecco, quelli che vestono abiti di lusso stanno nei palazzi dei re! Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta. Egli è colui del quale sta scritto: “Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero, davanti a te egli preparerà la tua via”.

In verità io vi dico: fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui».

Parola del Signore.