Santa Famiglia

Anno liturgico B (2023-2024) – Tempo di Natale – Santa Famiglia – (31 dicembre 2023)

Per quanto misteriosa e singolare sia la famiglia di Nazaret, è proprio a questa famiglia che tutte le altre famiglie possono guardare per comprendere e vivere il mistero che le riguarda. Si tratta del mistero che io definirei dell’obbedienza all’amore. Parlo di obbedienza prima che di amore perché l’amore costituisce l’esito di un’obbedienza confidente. Si appartiene all’umanità perché si nasce da una donna, ma si diventa ‘umani’ perché accolti in una famiglia. È il destino della chiamata alla vita, della vocazione umana: si diventa uomini solo dentro una storia riconosciuta, che ci precede e ci accompagna, imparando a riconoscere e vivere quella ‘promessa’ di vita che resta inscritta in noi venendo al mondo sia per i genitori che per i figli. La famiglia è il luogo di svelamento di quella promessa che viene dall’alto, il luogo di riferimento esistenziale che segna la natura dei nostri sogni. Non è il luogo da dove proviene la promessa; è più semplicemente il luogo dove la promessa diventa nostra, diventa mia.

Natale del Signore 2023

Anno liturgico B (2023-2024) – Tempo di Natale – Natale del Signore – (25 dicembre 2023)

Il Bambino, contemplato nella mangiatoia, compie finalmente le promesse di Dio. La genealogia di Matteo, all’inizio del suo vangelo, vuol proprio dire questo: Gesù, il Messia annunciato della discendenza di Davide, risale ad Abramo, con cui inizia la storia sacra di Dio col popolo d’Israele. Lui realizza le profezie, Lui compie le promesse. Leggendo però la genealogia nel vangelo di Luca, posta dopo il battesimo di Gesù al Giordano, quando il cielo si apre e si ode la voce del Padre: “Questi è il Figlio mio, l’amato …”, allora il significato muta. Il Bambino è Colui sul quale il Padre dice: ‘Questi è il mio Figlio amatissimo, in lui mi sono compiaciuto, in lui riposa il mio amore e in lui mi riposo’. In effetti il cielo si apre su di lui e passa per lui (Gesù dirà: ‘io sono la porta…’) in modo che chi entra per lui arriva al principio della sua genealogia umana e la sorpassa, collegandola al mistero che la origina.

IV Domenica T.A.

Anno liturgico B (2023-2024) – Tempo di Avvento – IV Domenica (24 dicembre 2023)

Il Signore che viene, lo stesso che verrà alla fine dei tempi, è il padrone che si mette a servire i suoi servi: ci rende partecipi del suo segreto di amore lungo tutto il corso delle nostre vite (prima domenica). È lui il più forte, colui che ha detronizzato il diavolo dal suo potere sugli uomini: con la sua estrema mitezza e umiltà, da ritenersi ancor meno di uno schiavo in modo che il suo amore splendesse senza ombre di alcun tipo, non ha offerto alcun appiglio nella sua umanità al nefasto potere del diavolo (seconda domenica). È lui la luce, che è vita per gli uomini, da liberarci dalla tristizia del diavolo e farci vivere nella letizia di un amore che non si fa calpestare da nulla, aprendo l’anima alla preghiera incessante e alla gratitudine (terza domenica). E oggi, quando ormai il testimone per eccellenza è la stessa Vergine madre sua, tutto si concentra sulle parole dell’angelo a lei e di lei all’angelo: “Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te” e “Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola”.

III Domenica T.A.

Anno liturgico B (2023-2024) – Tempo di Avvento – III Domenica (17 dicembre 2023)

Possiamo vedere gli effetti di questa liberazione goduta in ciò che Paolo scrive ai Tessalonicesi: “Siate sempre lieti, pregate ininterrottamente, in ogni cosa rendete grazie: questa infatti è la volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi” (1Ts 5,16-18). Da intendere: questo è ciò che opera il Signore Gesù nei vostri cuori, se voi l’accogliete. L’invito segue l’esortazione a vivere in pace e a perseguire sempre il bene senza mai cedere al male. In greco la frase fa cadere l’accento non sul contenuto, ma sul tempo: ‘sempre, siate lieti; ininterrottamente, pregate; in ogni cosa, rendete grazie’. Noi potremmo intendere in questo modo: come dobbiamo essere sempre? Lieti. Cosa dobbiamo fare senza interruzione? Pregare. Cosa non dobbiamo tralasciare mai? Rendere grazie. Sono le tre caratteristiche di un agire libero e generoso: gioiosi, oranti, grati. Non si tratta però di qualità da perseguire per se stesse perché desiderabili, ma di condizioni essenziali che permettono di vivere dello spirito del Messia.

II Domenica T.A.

Anno liturgico B (2023-2024) – Tempo di Avvento – II Domenica (10 dicembre 2023)

In cosa consista la potenza di Dio che libera, che procura gioia e consolazione, lo dice il profeta Isaia: è finita la tribolazione, termine che ha una valenza di tipo militare. È finito il duro servizio di corvée imposto dal dominatore di turno. Quando Gesù inviterà a venire a lui, fonte di gioia e consolazione per i cuori, si riferirà agli uomini ‘stanchi e oppressi’ (soggetti a corvée dal demonio che li tiene sotto il suo giogo) e chiederà di prendere il suo di giogo, che è dolce e leggero (cfr. Mt 11,28-30). La buona novella, con cui si apre il vangelo di Marco, porterà consolazione al mondo quando riceverà la corsa degli apostoli, mandati da Gesù, non tanto a far conoscere che cosa è successo (il Figlio di Dio, morto e risorto) ma a rendere partecipi, a far esplodere quella liberazione ottenutaci da Gesù, testimone per eccellenza dell’amore di Dio per i suoi figli.

Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria

Anno liturgico B (2023-2024) – Solennità e feste – Immacolata – (8 dicembre 2023)

“Gli occhi da Dio diletti e venerati …”. Un modo insolito di considerare il mistero della bellezza dell’uomo che si specchia nella bellezza di Dio. Anche Dio è rapito dallo splendore dello sguardo della Vergine tanto è puro e sconfinato, specchio limpidissimo dell’amore di Dio per lei e per tutta l’umanità. Sì, perché la bellezza della Vergine è in funzione della bellezza, resa visibile, del Figlio Unigenito, nostro Salvatore, il cui amore per noi lo renderà disposto a perdere ogni ‘bellezza d’uomo’ per ridare a noi quella bellezza che attira il suo sguardo. In questo sguardo di Dio su di lei si concentra tutto il senso della sua intercessione allo scopo di ottenerci la suprema benedizione, che si risolve nel voler vedere Dio, vedere il volto di Dio che risplende su di noi, Gesù Signore.

La benedizione di cui parla san Paolo ha raggiunto l’umanità della Vergine in modo così singolare da renderla tanto ‘umanamente piena’ da essere degna dimora per il Figlio.