Assunzione della Beata Vergine Maria

Anno liturgico B (2023-2024) – Solennità e feste – Assunzione della Beata Vergine Maria – (15 agosto 2024)

“Tomba e morte non hanno trattenuto la Madre di Dio, sempre desta con la sua intercessione e immutabile speranza con la sua protezione: quale Madre della vita, alla vita l’ha trasferita colui che nel suo grembo semprevergine aveva preso dimora” (dalla liturgia bizantina).

Nella sua lettera ai Corinzi Paolo fa coincidere il regno di Cristo con la riduzione a nulla, con il rendere inefficace, vuoto, ogni potere della morte. La cosa va vista nel suo succedersi temporale in ciascuno di noi oltre che nella storia. Tutta l’ascesi e la lotta interiore non sono altro che l’espressione di questo potere di Cristo che riduce a nulla il potere della morte che ci assilla e ci impasta. E man mano che questo potere di Cristo prevale, la vita sgorga fluente e incontenibile.

Ora, nella Vergine Maria, siccome tutto questo processo è compiuto, può essere consegnata a Dio Padre, fulgida di tutto lo splendore che la salvezza operata da Dio comporta.

XIX Domenica T.O.

Anno liturgico B (2023-2024) – Tempo Ordinario – XIX Domenica (11 agosto 2024)

L’uomo, benché desideri la vita, ha paura a viverla. L’uomo fa difficoltà a cogliere e accogliere i segreti di Dio. Possiamo leggere in questa ottica il brano evangelico di oggi. Davanti all’offerta di un pane speciale da parte di Gesù, tutti chiedono: ‘dacci allora questo pane!’. Come la samaritana al pozzo, quando Gesù le parla di un’acqua speciale, chiede di averla. Forse, la richiesta, qui come là, nasconde una punta di ironia: sarebbe bello avere l’acqua, avere il pane, in modo da non avere più sete o fame, in modo da non fare più fatica, ma così non è. Chi promette questo non ci sta illudendo? Tuttavia, il desiderio del cuore è pur sempre quello e resta profondamente vero: il cuore cerca davvero un’acqua e un pane speciali, che ristorino, che rigenerino, che fortifichino, che facciano gustare la vita.

XVIII Domenica T.O.

Anno liturgico B (2023-2024) – Tempo Ordinario – XVIII Domenica (4 agosto 2024)

Gesù si presenta come il ‘Pane disceso dal cielo’, quindi come cibo. Ora, il cibo è in rapporto alla vita, e il passo da tenere bene a mente è l’affermazione solenne del prologo del vangelo: “In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini” (Gv 1,4). Quando Gesù si definisce pane è a questa rivelazione che si riferisce. A sottolinearne l’assolutezza, Gesù ritorna al suo battesimo al Giordano quando si aprono i cieli e ode la voce del Padre: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento» (Mt 3,17). L’aspetto straordinario dell’allusione è dato dal fatto che viene riportata con gli stessi termini della sposa in Cant 8,6: “Mettimi come sigillo sul tuo cuore”. La relazione a cui si allude è una relazione di intimità di amore sconfinato. Presentandosi come ‘cibo per la vita eterna’, Gesù allude a quella relazione a noi partecipata perché è lui che fa conoscere il Padre nel suo amore per noi, è lui a introdurci nella sua stessa intimità con il Padre.

XVII Domenica T.O.

Anno liturgico B (2023-2024) – Tempo Ordinario – XVII Domenica (28 luglio 2024)

È interessante costatare che la prima lettura, che riporta il miracolo della moltiplicazione dei pani ad opera del profeta Eliseo, è commentata con il salmo 144 (145), salmo che nell’interpretazione dei Padri è letto sulla falsariga della preghiera del Padre Nostro secondo le tre invocazioni: venga il tuo regno, dacci il pane quotidiano, liberaci dal male. Lo esplicita bene Cipriano di Cartagine: “Noi chiediamo che il regno di Dio sia ricreato in noi, così come chiediamo che anche il suo nome sia santificato dentro di noi. Aggiungiamo anche questo: ‘Sia fatta la tua volontà’, non perché Dio faccia ciò che vuole ma perché noi possiamo realizzare ciò che Dio vuole. La volontà di Dio è quella che Cristo ha compiuto e insegnato. L’umiltà nella vita, la fermezza nella fede, l’onestà nel comportamento, la misericordia nelle opere di bene, il non saper offendere e il saper sopportare l’offesa ricevuta, essere in pace con i fratelli”.

XVI Domenica T.O.

Anno liturgico B (2023-2024) – Tempo Ordinario – XVI Domenica (21 luglio 2024)

Se Gesù prova compassione è perché sa che può dire: “Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro” (Mt 11,28). E ancora, perché sa che il cuore dell’uomo è angosciato e cerca riposo e, se non lo trova, è perché si illude di trovarlo fuori di Lui. Così quando, mosso dalla sua compassione, Gesù invita i discepoli a pregare perché il Padre mandi operai nella sua messe, come riporta il passo di Mt 9,36-38, fa pregare non solo perché mandi tanti operai, ma soprattutto perché ne mandi di quelli che si muoveranno spinti dalla stessa sua compassione. Gli operai, che lavorassero in questa messe immensa, senza essere il riflesso di questo amore e di questa compassione, non favorirebbero il ristoro del cuore degli uomini. Del resto, come diventare il riflesso dell’amore e della compassione di Dio per gli uomini, senza stare in disparte con Gesù, senza godere la sua compagnia, senza la preghiera?

XV Domenica T.O.

Anno liturgico B (2023-2024) – Tempo Ordinario – XV Domenica (14 luglio 2024)

Il gesto dello scuotere la polvere dai piedi, quando non dovessero essere accolti – gesto che era comune al pio israelita quando saliva in pellegrinaggio a Gerusalemme proveniente da territori pagani e non voleva contaminare il sacro suolo d’Israele -, assume allora il significato: la pace che non avete accolto voi, non ha lasciato noi; avete la possibilità di rifiutarla, ma non avete il potere di fermarla perché sarà rivolta ad altri; e se resta a noi, se è condivisa da altri, è perché prima o poi la possiate desiderare anche voi; non temete, sarà sempre vostra eredità. La forza dell’annuncio evangelico sta in questo potere della pace di Dio che raggiunge tutti. La responsabilità dei discepoli sta appunto nel far vedere la loro vita confermata da quella pace perché possa apparire davvero desiderabile.