XIII Domenica T.O.

Anno liturgico C (2021-2022) – Tempo Ordinario – XIII Domenica (26 giugno 2022)

L’antica colletta ci fa pregare: “O Dio, che ci chiami a celebrare i tuoi santi misteri, sostieni la nostra libertà con la forza e la dolcezza del tuo amore, perché non venga meno la nostra fedeltà a Cristo nel generoso servizio dei fratelli”, dove ‘servizio’ non sta semplicemente per azioni buone ma per atteggiamento del cuore, del cuore di un uomo che ‘ha indurito il suo volto’ per non mancare lo scopo della sua vita. E giustamente la preghiera chiede di sperimentare la forza e la dolcezza del suo amore: la forza senza la dolcezza opprimerebbe, la dolcezza senza la forza snerverebbe. L’esercizio della libertà ha bisogno di forza e dolcezza insieme.

VIII Domenica T.O.

Anno liturgico C (2021-2022) – Tempo Ordinario – VIII Domenica (27 febbraio 2022)

[…] il paragone con l’albero buono e cattivo, la cui comprensione deriva dalla parabola della casa costruita sulla roccia o sulla sabbia. Come tu ascolti la parola di Gesù, se la lasci scendere nel cuore per abitarla in sicurezza o se ne rimani colpito superficialmente tanto da fregiartene ma senza assimilarne la potenza di trasfigurazione del cuore, così tu userai la tua parola con i tuoi fratelli.
Lo diceva già il libro del Siracide: “Quando si scuote un setaccio restano i rifiuti; così quando un uomo discute, ne appaiono i difetti. I vasi del ceramista li mette a prova la fornace, così il modo di ragionare è il banco di prova per un uomo. Il frutto dimostra come è coltivato l’albero, così la parola rivela i pensieri del cuore”.

VII Domenica T.O.

Anno liturgico C (2021-2022) – Tempo Ordinario – VII Domenica (20 febbraio 2022)

Gesù fa discendere dalle beatitudini, che aveva poco prima proclamato, la disposizione del cuore a una umanità fiorita, calda, modellata sulla sua. Potremmo interpretare così: se non si cercano beni, affetti, gloria, a partire dal mondo e per riempire la scena del mondo, allora il cuore resta invaso dall’amore di Dio che lo attrae nella sua stessa dinamica di amore. Vale a dire, come esemplifica Gesù: ama i nemici, fa il bene comunque, benedice sempre, è solidale con tutti con tutto il cuore (questo significa pregare per chi si comporta male).
Il movimento sotterraneo, di cui il cuore diventa capace, è quello di custodire la dignità di ogni uomo davanti a Dio, a onorare in ogni uomo la sua dignità di figlio di Dio. È quanto Gesù dice alla fine: siate figli dell’Altissimo, cioè misericordiosi come il Padre vostro è misericordioso. A tale profonda dignità rimandano le parole di Gesù. C’è però una difficoltà […]

VI Domenica T.O.

Anno liturgico C (2021-2022) – Tempo Ordinario – VI Domenica (13 febbraio 2022)

[…] dall’antica colletta di questa domenica: “O Dio, che hai promesso di abitare in coloro che ti amano con cuore retto e sincero, donaci la grazia di diventare tua degna dimora”, vale a dire: la grazia di essere felici.
Ecco, la felicità è stare nella via. In termini amorosi, come i cuori avvertono quando vivono una relazione appagante: il tuo abitarmi è il mio vivere! Quel ‘vivere’ diventa l’espressione di uno splendore di umanità, come Gesù promette nel suo annuncio. Gesù non si definisce lui stesso: “Io sono la via, la verità e la vita”? Via-verità-vita sono le dimensioni della ‘dimora’ di Dio nel cuore. Per quella dimora, come dice l’antifona di ingresso, noi preghiamo: “Sii per me una roccia di rifugio, un luogo fortificato che mi salva. Tu sei mia rupe e mia fortezza; guidami per amore del tuo nome”. Come si vede, ‘roccia’ e ‘via’ sono abbinate, nell’esperienza dell’amore del nostro Dio.

V Domenica T.O.

Anno liturgico C (2021-2022) – Tempo Ordinario – V Domenica (6 febbraio 2022)

Ma sopraggiunge un serafino con il carbone ardente prelevato dal braciere dell’atrio del tempio per poggiarlo sulle sue labbra e purificarlo, vale a dire per farlo sentire in corrispondenza con la santità di Dio, che è tutto amore di misericordia per i suoi figli. A quel punto, di fronte al desiderio impetuoso di Dio di salvare il suo popolo, il profeta non può che proferire sommessamente: “Eccomi, manda me!”. Sarà la stessa parola pronunciata dal Figlio, come richiamata dal salmo, in tutta intimità con il desiderio di Dio di attrarre a sé il suo popolo. È ancora quella parola a risuonare, per ora come segretamente, ma poi sempre più convinta, nel cuore dei primi apostoli con la decisione di ‘lasciarono tutto e lo seguirono’. Il ‘tutto’ lasciato è perché ormai il cuore è tutto occupato dall’invito che si è affacciato alla loro coscienza nelle parole di Gesù: “Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini”.

IV Domenica T.O.

Anno liturgico C (2021-2022) – Tempo Ordinario – IV Domenica (30 gennaio 2022)

Non c’è conoscenza che tenga, non c’è fede che conti, non c’è generosità che salva: solo la carità esprime lo splendore che deriva dalla fede in Gesù. Quando Paolo dichiara che senza la carità non sono nulla, non dice semplicemente che io non conto nulla davanti a Dio senza la carità, ma che tutte le cose eccelse, senza la carità, non hanno alcun valore presso Dio. E se non l’hanno presso Dio, vuol dire che non possono costituire strumenti di comunione tra gli uomini. La sapienza evangelica è radicale, ma consona al cuore dell’uomo…