I Domenica T.Q.

Anno liturgico A (2019-2020) – Tempo di Quaresima – I Domenica – (1° marzo 2020)

Le tentazioni hanno appunto lo scopo di distoglierci dall’obiettivo vero per suggerirne uno fasullo. Le tre tentazioni sono precedute dall’annotazione che, dopo quaranta giorni di digiuno, Gesù ebbe fame. Non si tratta solo di una fame materiale (solo la prima tentazione alluderebbe direttamente al desiderio di cibo) ma del suo desiderio di realizzare il compito di cui è stato investito come Messia: portare tutti a Dio. Il ritirarsi di Gesù nel deserto segue l’evento del battesimo al Giordano allorquando si è sentito proclamare ‘Figlio amato’, ripieno dello Spirito Santo. Il suo aver fame richiama il grido sulla croce: ho sete (Gv 19,28). Ha fame e sete degli uomini. È nel suo zelo per gli uomini che viene tentato. In realtà la posta in gioco della vita sta in questa corrispondenza: scegliere Dio stando dalla parte degli uomini e scegliere gli uomini stando dalla parte di Dio.

VII Domenica T.O.

Anno liturgico A (2019-2020) – Tempo Ordinario – VII Domenica (23 febbraio 2020)

Gesù invita alla santità come comunione di vita con Dio, alla santità come partecipazione all’amore di Dio per i suoi figli. L’invito allude alla natura stessa del cuore dell’uomo, che ha una profonda nostalgia di Dio. Non tanto però di Dio in generale, ma dei comportamenti secondo Dio, comportamenti che strutturano i sogni del cuore degli uomini. Con l’invito a quell’eccedenza, Gesù non fa che svelare le possibilità del cuore dell’uomo una volta che si lasci toccare dalla rivelazione del regno dei cieli, che in lui si fa manifesto e partecipabile. La ‘ricompensa’ di cui parla Matteo allude all’agire che esprime la gioia del Regno di Dio che ha lambito il cuore e che rende capace l’uomo di comportarsi non in termini di pura reciprocità ma in una logica di sovrabbondanza.

VI Domenica T.O.

Anno liturgico A (2019-2020) – Tempo Ordinario – VI Domenica (16 febbraio 2020)

[…] la ‘giustizia superiore’ alla quale Gesù invita i suoi discepoli non si riferisce ad opere diverse da quelle comandate in precedenza, come esistesse un’opera maggiore rispetto a quelle di prima, ma alla capacità di percezione e alla fedeltà all’intenzione segreta di Dio a cui le opere richieste rimandano. Il ‘compimento’ di cui parla Gesù non allude all’aggiunta di qualcosa, ma alla radicalità dell’esperienza che rimanda direttamente a Dio e alla sua rivelazione. Il compimento di Gesù, che risalterà in tutto il suo splendore con la sua passione e morte, mostra la profondità di provenienza dei comandamenti e la bellezza della promessa di Dio racchiusa nei comandamenti […]

V Domenica T.O.

Anno liturgico A (2019-2020) – Tempo Ordinario – V Domenica (9 febbraio 2020)

Nella Scrittura si conosce l’espressione ‘alleanza di sale’ (Nm 18,19 e 2Cr 13,5) per indicare la perpetuità dell’alleanza di Dio con gli uomini. Applicata ai discepoli l’immagine significa che i discepoli sono chiamati a conservare e a rendere saporito il mondo nella sua alleanza con Dio. Da notare che se il sale dà sapore alle cose, le cose non possono dare sapore al sale. Il che significa ancora: i discepoli sono chiamati a permeare il mondo con la sapienza del vangelo, ma non servono a nulla se il mondo permea loro con la sua sapienza.

Presentazione del Signore

Anno liturgico A (2019-2020) – Solennità e feste – Presentazione del Signore – (2 febbraio 2020)

Avere in comune sangue e carne è la condizione propria dei fratelli in una famiglia, dove la difesa dell’uno si gioca fino al dono della propria vita per l’altro. Gesù ha assunto radicalmente questa disposizione dell’amore fraterno nella sua autenticità e l’autore della lettera agli Ebrei la definisce come la capacità di soffrire personalmente. La cosa strana è che Gesù soffre personalmente nel suo essere sangue e carne per ridurre all’impotenza colui che è alla radice di ogni sofferenza, colui che è la causa della sofferenza per i propri fratelli. Non viene detto che Gesù distrugge il diavolo, ma che lo rende impotente, che lo svuota della sua capacità di fare danno.