Questa pagina presenta le omelie dell’anno liturgico, di rito romano, scelto dal menù principale; riporta tanti riquadri, quanti sono i tempi liturgici; comprende anche un riquadro dove si riporta l’intero anno liturgico con la sequenza cronologica delle omelie, dalla prima di Avvento all’ultima disponibile. I singoli “riquadri / tempi liturgici” riportano, delle omelie già pubblicate, le anteprime/slide che scorrono, avanti e indietro, manualmente, usando le frecce laterali (a destra e a sinistra). Quando si vuole leggere per esteso un’omelia basta cliccare su “continua a leggere…” e si aprirà il testo intero dell’omelia, fruibile anche nei formati WORD e PDF (questi ultimi si aprono cliccando sul proprio link).

Ultima cena e Melchisedeq. Miniatura medievale

Ultima cena e Melchisedeq. Miniatura medievale

Anno liturgico C – 2015 / 2016

INTERO ANNO LITURGICO

Tribù di Levi. Chagall. Gerusalemme

Tribù di Levi. Chagall. Gerusalemme

Intero anno liturgico 2015-2016

Anno liturgico C (2015-2016) – Intero anno

L’intero anno liturgico dalla prima domenica di Avvento fino alla più recente, in sequenza cronologica.

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 AVVENTO

Annunciazione. Tiziano. Chiesa di San Salvador – Venezia

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IV Domenica – T.A.

Anno liturgico C (2015-2016) – Tempo di Avvento – IV Domenica – (20 dicembre 2015)

Siamo ormai prossimi alla festa del Natale e la liturgia oggi è tutto un invocare il compimento del ‘volere’ la nostra salvezza da parte di Dio. Non è l’uomo a muovere Dio, ma è il volere salvatore di Dio che investe l’uomo.
Due le espressioni che si richiamano a vicenda in questa celebrazione: “fa’ splendere il tuo volto e noi saremo salvi” del salmo responsoriale (Sal 79/80,4.8.20) e il canto al vangelo: “Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola” (Lc 1,38), versetto che precede immediatamente il brano evangelico odierno.

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III Domenica – T.A.

Anno liturgico C (2015-2016) – Tempo di Avvento – III Domenica – (13 dicembre 2015)

“Rallegrati, figlia di Sion, grida di gioia, Israele; esulta e acclama con tutto il cuore, figlia di Gerusalemme! Il Signore ha revocato la tua condanna, ha disperso il tuo nemico”; “Siate sempre lieti nel Signore, ve lo ripeto: siate lieti. La vostra amabilità sia nota a tutti. Il Signore è vicino!”. Così la liturgia, oggi, accoglie i fedeli: li chiama alla gioia, insistentemente. Per quale ragione?

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II Domenica – T.A.

Anno liturgico C (2015-2016) – Tempo di Avvento – II Domenica – (6 dicembre 2015)

Quello che è essenziale in questa liturgia di avvento è riuscire a cogliere il clima, il tono dei testi. Siamo abituati a tener conto dei testi rispetto al loro contenuto, ma incapaci di accordarci sul tono che dà loro senso pieno. La figura di riferimento è Giovanni Battista che comincia a predicare: “Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri”.

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I Domenica – T.A.

Anno liturgico C (2015-2016) – Tempo di Avvento – I Domenica – (29 novembre 2015)

La prima domenica di avvento del ciclo C è costruita su tre passaggi. La prima lettura profetica riporta l’assicurazione solenne: “Ecco, verranno giorni – oracolo del Signore – nei quali io realizzerò le promesse di bene che ho fatto alla casa di Israele e alla casa di Giuda” (Ger 33,14).

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NATALE

Icona del Natale. Scuola russa di Pskov.

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Battesimo del Signore

Anno liturgico C (2015-2016) – Tempo di Natale – Battesimo del Signore – (10 gennaio 2016)

Con la festa del battesimo di Gesù si chiude il ciclo natalizio. L’Avvento si era aperto con l’invocazione del profeta: “Se tu squarciassi i cieli e scendessi!” (Is 63,19). I cieli si sono effettivamente squarciati lasciando ‘piovere il Giusto’, come oggi la scena del Battesimo di Gesù fa intravedere: “il cielo si aprì e discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come una colomba, e venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento»” (Lc 3,21-22). I cieli che si aprono non preludono ad una visione del mondo celeste, ma alla discesa sulla terra dei beni divini,…

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Epifania del Signore

Anno liturgico C (2015-2016) – Tempo di Natale – Epifania del Signore – (6 gennaio 2016)

La festa di oggi ingloba tre momenti della manifestazione del Signore: la manifestazione di Gesù alle genti con la venuta dei magi; la manifestazione del Signore all’inizio della sua carriera messianica con il battesimo al fiume Giordano; la manifestazione del Signore con il primo miracolo alle nozze di Cana. Recita l’antifona al Magnificat: “Tre prodigi celebriamo in questo giorno santo: oggi la stella ha guidato i magi al presepio, oggi l’acqua è cambiata in vino alle nozze, oggi Cristo è battezzato da Giovanni nel Giordano per la nostra salvezza”.

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II Domenica – T.N.

Anno liturgico C (2015-2016) – Tempo di Natale – II Domenica – (3 gennaio 2016)

Se è vero, come dice il ritornello del salmo responsoriale, che “il Verbo si è fatto carne e ha posto la sua dimora in mezzo a noi”, allora l’augurio più bello e convincente, dal punto di vista della fede, non può essere che quello di Paolo agli Efesini: “…il Dio del Signore nostro Gesù Cristo, il Padre della gloria, vi dia uno spirito di sapienza e di rivelazione per una più profonda conoscenza di lui. Possa egli davvero illuminare gli occhi della vostra mente per farvi comprendere a quale speranza vi ha chiamati, quale tesoro di gloria racchiude la sua eredità fra i santi”.

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Maria SS. Madre di Dio

Anno liturgico C (2015-2016) – Tempo di Natale – Maria SS. Madre di Dio – (1° gennaio 2016)

La chiesa continua a sottolineare la verità e la veridicità dell’incarnazione del Figlio di Dio, ricordando, da una parte, la gloria della madre nella sua divina maternità, ‘madre del Cristo e di tutta la chiesa’, come recita la preghiera dopo la comunione espressamente voluta da papa Paolo VI e, dall’altra, il rito della circoncisione e dell’imposizione del nome al bambino nell’ottavo giorno.

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Santa Famiglia

Anno liturgico C (2015-2016) – Tempo di Natale – Santa Famiglia – (27 dicembre 2015)

È significativo che la Chiesa non celebri l’incarnazione del Figlio di Dio in generale, ma dentro una singola famiglia della famiglia umana. Per quanto misteriosa e singolare sia questa famiglia, è proprio a questa famiglia che tutte le altre famiglie possono guardare per comprendere e vivere il loro stesso mistero. Si tratta del mistero che io definirei dell’obbedienza all’amore. Parlo di obbedienza prima che di amore perché l’amore costituisce l’esito di un’obbedienza confidente.

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Natale del Signore

Anno liturgico C (2015-2016) – Tempo di Natale – Natale del Signore – (25 dicembre 2015)

Se consideriamo lo sviluppo della liturgia natalizia nei quattro formulari delle Messe, il mistero del Natale appare in tutto il suo splendore. Una tensione unica percorre la liturgia, sottolineata dalle collette: Dio si fa uomo perché l’uomo diventi dio. Ciò significa che la natura dell’uomo è strutturata sulla vita divina e la liturgia del natale del Signore appunta lo sguardo sul mistero da dentro tale prospettiva. Come canta s. Efrem: “Benedetto colui che si è fatto piccolo senza misura, per farci diventare grandi senza misura….

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 QUARESIMA

Ingresso a Gerusalemme. Scrovegni Padova

Ingresso a Gerusalemme. Scrovegni Padova

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Domenica delle Palme e della Passione del Signore

Anno liturgico C (2015-2016) – Tempo di Quaresima – Domenica delle Palme e della Passione del Signore – (20 marzo 2016)

Con la liturgia delle palme si dà inizio alle celebrazioni della Settimana Santa. Un sentimento di esultanza, di euforia quasi, introduce agli avvenimenti pasquali: Gesù entra trionfalmente in Gerusalemme acclamato da ali festanti di discepoli. Presto l’euforia cederà il passo alla paura, al tradimento. E quando tutto sembrerà ormai definitivamente cancellato nel silenzio della morte, risuonerà ancora un grido di gioia la domenica di Pasqua, ma questa volta senza nessuna euforia, come strappato a forza, trasfigurante nella sua assoluta imprevedibilità.

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V Domenica – T.Q.

Anno liturgico C (2015-2016) – Tempo di Quaresima – V Domenica – (13 marzo 2016)

La figura dell’adultera perdonata esprime bene la realtà dell’uomo, spesso sommerso dai suoi peccati, ma sempre desideroso di cielo, combattuto tra il bisogno della misericordia e la pretesa giustizia a salvaguardia di una presunta nobiltà da difendere contro i suoi fratelli.

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IV Domenica – T.Q.

Anno liturgico C (2015-2016) – Tempo di Quaresima – IV Domenica – (6 marzo 2016)

Siamo a metà del cammino quaresimale e la chiesa si interroga: come Dio agisce con i peccatori? Possono i peccatori trovare salvezza? O, più direttamente: ha diritto alla gioia l’uomo peccatore? In cosa consiste il segreto della gioia? Oppure ancora: come si riconosce la vera devozione?

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III Domenica – T.Q.

Anno liturgico C (2015-2016) – Tempo di Quaresima – III Domenica – (28 febbraio 2016)

Nel brano evangelico odierno risuona forte il grido di Gesù: convertitevi! Ai suoi occhi non c’è situazione che possa giustificare il ritardo alla conversione, neanche davanti alle crudeltà della storia (vedi l’esempio dei Galilei uccisi da Pilato e degli altri periti in un incidente di vita quotidiana), per cui la sua risposta suona paradossale.

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II Domenica – T.Q.

Anno liturgico C (2015-2016) – Tempo di Quaresima – II Domenica – (21 febbraio 2016)

Luca fa seguire il racconto della trasfigurazione all’annuncio della passione (“Il Figlio dell’uomo – disse – deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno”, Lc 9,22). Come la Chiesa accompagna i fedeli nel duro cammino quaresimale con la sosta sul monte, per riempire gli occhi dei fedeli con la visione della gloria del Signore e predisporli alla visione del Signore crocifisso.

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I Domenica – T.Q.

Anno liturgico C (2015-2016) – Tempo di Quaresima – I Domenica – (14 febbraio 2016)

La questione essenziale potrebbe essere così espressa: essere figli di Dio comporta qualche titolo di pretesa? La drammaticità di tale questione risalta in tutta la sua intensità proprio nel brano delle tentazioni di Gesù. Il vangelo di Luca introduce questo evento con l’annotazione: “Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano ed era guidato dallo Spirito nel deserto, per quaranta giorni, tentato dal diavolo” (Lc 4,1-2). Ai nostri occhi pare assurdo il collegamento tra la pienezza dello Spirito Santo e l’essere tentato. Come se lo zelo per il Signore che muove Gesù nel suo compito messianico potesse risultare equivoco.

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Mercoledì delle Ceneri

Anno liturgico C (2015-2016) – Tempo di Quaresima – Mercoledì delle Ceneri – (10 febbraio 2016)

Qual è il senso dell’austero rito delle ceneri? Certamente ognuno di noi tende a sentirsi e a comportarsi come immortale e che ci venga ricordato in qualche occasione che la realtà non segue i nostri sogni non è male. Ma il significato del rito è altro.

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PASQUA

Discesa agli inferi. Scuola russa Pskov

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Pentecoste

Anno liturgico C (2015-2016) – Tempo di Pasqua – Pentecoste – (15 maggio 2016)

[…] Paolo descrive la liberazione della creazione dalla schiavitù della corruzione in questi termini: ‘… per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio’ (Rm 8,21). Ciò significa che l’effetto caratteristico della fede in Gesù per coloro che si lasciano guidare dal suo Spirito è il ritrovare la libertà della dignità dei figli di Dio, come è Gesù. Per questo continua dicendo che ‘siamo stati salvati nella speranza’ (Rm 8,24) perché la dinamica dell’esercizio di questa libertà si attua man mano che procede la nostra vita fino a che tutta la nostra umanità possa splendere della gloria della comunione goduta.

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Ascensione

Anno liturgico C (2015-2016) – Tempo di Pasqua – Ascensione – (8 maggio 2016)

L’affermazione della nostra fede è chiara: in cielo è entrato l’uomo, nella sua corporeità; non solo, ma ci è entrato con i segni indelebili della sua passione, non più visti come richiamo alla cattiveria degli uomini, ma come prova dell’immensità dell’amore di Dio per gli uomini.

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VI Domenica – T.P.

Anno liturgico C (2015-2016) – Tempo di Pasqua – VI Domenica – (1° maggio 2016)

[…] la letizia pasquale è per la comunione! Una letizia che non si traduca in ansia di comunione non risponde alla liberazione pasquale. Il brano degli Atti degli apostoli mostra quella letizia in ansia di comunione alle prese con gli imprevisti della storia.

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V Domenica – T.P.

Anno liturgico C (2015-2016) – Tempo di Pasqua – V Domenica – (24 aprile 2016)

[…] la novità di Gesù risalta dal rapporto che nella sua umanità vive con il Padre a nostro favore. Perché – possiamo domandarci – Gesù rivela il comandamento nuovo dopo che Giuda è uscito dalla sala del cenacolo? Gesù ha lavato i piedi anche a Giuda e tutti hanno sentito la sua spiegazione: “Vi ho dato infatti l’esempio, perché come ho fatto io, facciate anche voi” […]

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IV Domenica – T.P.

Anno liturgico C (2015-2016) – Tempo di Pasqua – IV Domenica – (17 aprile 2016)

Dal riconoscimento del Risorto l’attenzione si sposta sui discepoli che lo riconoscono. In particolare, sul fatto che i discepoli costituiscono la comunità del Risorto. Le ultime domeniche del tempo pasquale sono incentrate sulla comunità dei discepoli unita attorno al suo Signore, testimone del suo amore, pervasa dalla gioia dello Spirito Santo, in missione apostolica nel mondo fino alla fine dei tempi.

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III Domenica – T.P.

Anno liturgico C (2015-2016) – Tempo di Pasqua – III Domenica – (10 aprile 2016)

La proclamazione del vangelo oggi comprende due scene: la pesca miracolosa con l’invito di Gesù a mangiare con lui e la triplice confessione di Pietro. È la terza volta che Gesù compare ai discepoli, se escludiamo la manifestazione del Risorto a Maria Maddalena, la prima a cui Gesù appare. Sembra di intuire che, a fronte della titubanza dei discepoli, pur inviati in missione nel mondo, il modello del rapporto del discepolo con Gesù Risorto sia offerto proprio dalla Maddalena, a indicare che la dimensione profonda dell’incontro con Gesù si compie solo nell’amore.

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II Domenica – T.P.

Anno liturgico C (2015-2016) – Tempo di Pasqua – II Domenica – (3 aprile 2016)

A differenza del proverbio popolare che, di Tommaso, ha ritenuto la sua incredulità e testardaggine, la liturgia ne coglie invece tutta l’audacia e l’ardore. Come proclama un’antifona della liturgia bizantina: “Attingendo ricchezza dall’inviolabile tesoro del tuo divino costato trafitto dalla lancia, Didimo ha riempito il mondo di sapienza e conoscenza”. La valenza simbolica del suo mettere la mano nel costato di Gesù è la medesima del reclinarsi di Giovanni sul petto di Gesù nell’ultima cena […]

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Pasqua di Risurrezione del Signore

Anno liturgico C (2015-2016) – Tempo di Pasqua – Pasqua di Risurrezione del Signore – (27 marzo 2016)

La morte di croce ha questo di particolare: era la morte più ignominiosa, non la più crudele. Così il sacrificio di Cristo non consistette nella morte, ma nella trasformazione della morte in una sorgente di vita nuova, proprio perché Gesù ha accettato l’ignominia di quella morte. È stato reso perfetto nella sua obbedienza perché ha accettato di stare dalla parte di Dio, nel suo amore per gli uomini, proprio dentro gli affetti di una umanità calpestata e vilipesa senza cedere all’ingiustizia e ha accettato di stare dalla parte degli uomini senza minimamente accusarli e richiedere la sua difesa presso Dio.

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SOLENNITÀ E FESTE

SS. Trinità. F. Radaelli

SS. Trinità. F. Radaelli

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Tutti i Santi

Anno liturgico C (2015-2016) – Solennità e Feste – Tutti i Santi – (1° novembre 2016)

Le preghiere e le letture di oggi mostrano in cosa consiste la gioia della santità: godere dello splendore dell’amore di Dio per noi. E tutti gli sguardi si accentrano sulla figura dell’Agnello glorioso e immolato ‘fin dalla fondazione del mondo’ (Ap 13,8). Il mondo è uscito dall’amore di Dio, di esso è intessuto e percorso, di esso parla, ma quanta tenebra ne impedisce la visione!

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Assunzione della Beata Vergine Maria

Anno liturgico C (2015-2016) – Solennità e Feste – Assunzione della Beata Vergine Maria – (15 agosto 2016)

In un inno anonimo del VII secolo, la prima esclamazione degli angeli nei riguardi della Vergine suona: “Ave, nutrimento della gioia degli uomini”, mentre gli antichi testi agiografici parlano della Vergine in rapporto ai fedeli come della Regina, della Madre del Signore, della loro sorella. La liturgia bizantina sottolinea il parallelo tra il parto verginale e l’assunzione gloriosa in questi termini: “Nel parto, hai conservato la verginità, con la tua dormizione non hai abbandonato il mondo, o Madre-di-Dio. Sei passata alla vita, tu che sei Madre della vita e con la tua intercessione riscatti dalla morte le anime nostre”.

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Sacratissimo Cuore di Gesù

Anno liturgico C (2015-2016) – Solennità e Feste – Sacratissimo Cuore di Gesù – (3 giugno 2016)

È vero che Dio può far nascere altri figli perfino dalle pietre, ma è ancora più vero che, per quanto indegni e ribelli, i figli che Dio preferisce sono quelli in carne ed ossa, quelli che siamo, che rimprovera ma di cui continua ad avere premura. Gesù, morto e risorto per noi, è il sigillo ultimativo di quella Volontà e il suo Cuore trafitto è l’emblema più suggestivo di quella Volontà di Bene per noi.

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Corpus Domini

Anno liturgico C (2015-2016) – Solennità e Feste – Corpus Domini – (29 maggio 2016)

Dei tre formulari delle messe nei cicli A, B e C, permane invariato il canto al vangelo, tratto da Gv 6,51: “Io sono il pane vivo disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo”. Subito dopo queste affermazioni di Gesù, l’evangelista riporta che la folla abbandona Gesù, non solo perché non comprende, ma soprattutto perché non accetta.

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SS. Trinità

Anno liturgico C (2015-2016) – Solennità e Feste – Santissima Trinità – (22 maggio 2016)

Gesù, che pur rappresenta per noi l’espressione stessa dell’amore (“li amò sino alla fine”, Gv 13,1), non si definisce mai come amore, termine che invece è riservato al Padre, come la preghiera stessa della Chiesa sottolinea […], dove amore fa riferimento al Padre, verità al Figlio, vita allo Spirito Santo.

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Santa Famiglia

Anno liturgico C (2015-2016) – Solennità e feste – Santa Famiglia – (27 dicembre 2015)

È significativo che la Chiesa non celebri l’incarnazione del Figlio di Dio in generale, ma dentro una singola famiglia della famiglia umana. Per quanto misteriosa e singolare sia questa famiglia, è proprio a questa famiglia che tutte le altre famiglie possono guardare per comprendere e vivere il loro stesso mistero. Si tratta del mistero che io definirei dell’obbedienza all’amore. Parlo di obbedienza prima che di amore perché l’amore costituisce l’esito di un’obbedienza confidente.

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Immacolata Concezione

Anno liturgico C (2015-2016) – Solennità e feste – Immacolata Concezione – (8 dicembre 2015)

In lei la benedizione si fa così concreta che prende addirittura corpo: da lei nasce il Salvatore, che costituisce la Benedizione di Dio sugli uomini, benedizione oltre la quale non c’è nulla da desiderare. E tutta la storia, pur nella sua drammaticità, non è mai abbandonata a se stessa perché da sempre, ‘prima della creazione del mondo’, quella benedizione la sovrasta, l’accompagna, la intride e la custodisce.

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ORDINARIO

Beati voi... F. Radaelli

Beati voi… F. Radaelli

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XXXIV Domenica T.O. – Cristo Re dell’universo

Anno liturgico C (2015-2016) – Tempo Ordinario – XXXIV Domenica – Cristo Re dell’universo (20 novembre 2016)

Gli uomini scherniscono, ma veramente Gesù non può salvare se stesso, non può dimostrare nulla e non viene liberato dalla morte. Eppure, proprio quel non salvare se stesso, non voler dimostrare nulla, non essere liberato dalla morte, comporta la rivelazione del vero amore di Dio che riempie la sua vita e che riverbererà sul cuore degli uomini che non vorranno più illudersi rispetto alle insinuazioni del maligno.

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XXXIII Domenica T.O.

Anno liturgico C (2015-2016) – Tempo Ordinario – XXXIII Domenica – (13 novembre 2016)

Le parole del brano di oggi fanno parte dell’ultimo discorso di Gesù, quello sulla fine. In una visione volutamente complessa, […], si intersecano annunci di eventi storici drammatici, come la distruzione del tempio e della città di Gerusalemme […] insieme ad allusioni catastrofiche riguardo alla fine della storia e del mondo, inserite però in un contesto di senso preciso: il dramma della storia fino alla sua fine si gioca per la testimonianza (“Avrete allora occasione di dare testimonianza”). Comprendere di che testimonianza si tratta significa trovare il senso della nostra vita di discepoli di Gesù.

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XXXII Domenica T.O.

Anno liturgico C (2015-2016) – Tempo Ordinario – XXXII Domenica – (6 novembre 2016)

“E non osavano più rivolgergli alcuna domanda” (Lc 20,40): così finisce il brano evangelico proclamato oggi. Entrato trionfalmente a Gerusalemme, con il gesto di scacciare i venditori dal tempio e con la parabola dei vignaioli omicidi, Gesù si è ormai inimicato la leadership religiosa e politica del tempo. Il rapporto con i capi del popolo si è definitivamente rotto. […] Con la differenza che, mentre i capi si chiudono nell’accusa, la gente resta stupita dalla forza dell’insegnamento di Gesù.

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XXXI Domenica T.O.

Anno liturgico C (2015-2016) – Tempo Ordinario – XXXI Domenica – (30 ottobre 2016)

È Gesù a prendere l’iniziativa di fermarsi a casa di Zaccheo e Zaccheo, esattore e capo degli esattori, persona invisa alla gente, un uomo ricco, non è ancora uno che crede; è soltanto uno che vorrebbe conoscere quel profeta di cui si va parlando, che si prende la briga di vederlo. […] Un uomo della sua importanza non poteva certo esporsi al ridicolo, salendo su una pianta, per un motivo futile. Gesù, che guarda ai cuori, sente il suo desiderio e gli si fa incontro.

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XXX Domenica T.O.

Anno liturgico C (2015-2016) – Tempo Ordinario – XXX Domenica – (23 ottobre 2016)

Se la parabola di domenica scorsa verteva sulla necessità di pregare sempre senza stancarsi mai, quella di oggi, invece, svela la condizione e il frutto della preghiera. Luca introduce la parabola con queste parole: “Gesù disse ancora questa parabola per alcuni che avevano l’intima presunzione di essere giusti e disprezzavano gli altri” (Lc 18,9).

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XXIX Domenica T.O.

Anno liturgico C (2015-2016) – Tempo Ordinario – XXIX Domenica – (16 ottobre 2016)

Gesù teme che noi ci stufiamo nel pregare. E da dove ci deriva lo scoraggiamento (questo significa propriamente stancarsi)?
Gesù aveva appena risposto alla domanda dei farisei: “Quando verrà il regno di Dio?” (Lc 17,20) con il ricordare che il regno di Dio non può essere visto come un fatto osservabile, ma solo nella fede in lui. Fede, che però è messa alla prova dalla fatica del vivere e dello stare nella storia, con le sue assurdità e con i suoi dolori. Aveva ricordato i tempi escatologici, vale a dire aveva cercato di orientare gli sguardi dei suoi ascoltatori verso il punto finale della storia, la venuta del Figlio dell’Uomo, venuta che però si manifesta già nel giudizio della croce, dove prevale la manifestazione dell’amore del Padre per noi.

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XXVIII Domenica T.O.

Anno liturgico C (2015-2016) – Tempo Ordinario – XXVIII Domenica – (9 ottobre 2016)

In questa narrazione il testo sembra come sorvolare sull’evento del miracolo di guarigione per insistere su altro. […] Gesù è in viaggio verso Gerusalemme e l’annotazione di Luca mette in risalto il fatto che ciò che avviene deve essere compreso nell’ottica di quel viaggio, per lo scopo segreto di rivelazione del mistero di Dio che si compirà. Non solo, ma subito dopo il racconto dei dieci lebbrosi segue la domanda dei farisei sul regno di Dio: “Quando verrà il regno di Dio?”. Ciò che è in gioco nel brano dei dieci lebbrosi è appunto la questione del Regno di Dio che viene. Come non vederlo? Eppure, non sembra così facile vederlo.

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XXVII Domenica T.O.

Anno liturgico C (2015-2016) – Tempo Ordinario – XXVII Domenica – (2 ottobre 2016)

Tutta la liturgia di oggi mira a svelare la struttura del cuore dell’uomo che si gioca nella fede. Il brano evangelico proclamato oggi inizia con la domanda degli apostoli: “Accresci in noi la fede!”. Frase che si potrebbe anche tradurre: “Accordaci la fede”. Tuttavia la domanda ha un suo contesto nelle affermazioni precedenti in cui Gesù parla di scandali nella comunità e di offese tra fratelli, invitando a perdonare sempre. È appunto davanti al compito supremo del perdono che gli apostoli chiedono a Gesù di dar loro la fede.

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XXVI Domenica T.O.

Anno liturgico C (2015-2016) – Tempo Ordinario – XXVI Domenica – (25 settembre 2016)

La parabola di oggi illustra in negativo quello che la parabola dell’amministratore disonesto illustrava in positivo: “Procuratevi amici con la disonesta ricchezza, perché, quand’essa verrà a mancare, vi accolgano nelle dimore eterne”. La costatazione di fondo può essere riassunta così: il povero ha bisogno del ricco in vita, il ricco ha bisogno del povero in morte. Guai a non accorgersi di questo bisogno!

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XXV Domenica T.O.

Anno liturgico C (2015-2016) – Tempo Ordinario – XXV Domenica – (18 settembre 2016)

Il brano di vangelo odierno, quello dell’amministratore disonesto, lodato dal padrone, sembra a prima vista comportare un messaggio ambiguo. Gesù inviterebbe alla disonestà a fin di bene? Evidentemente, la parabola, raccontata ai discepoli, più volte paragonati nel vangelo ad amministratori, punta ad altro. Ma a che cosa? La parola di Gesù illustra proprio quel ‘saper cosa fare’ in rapporto alla propria vita. In gioco è l’uso dei beni di questo mondo per ottenere vita piena.

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XXIV Domenica T.O.

Anno liturgico C (2015-2016) – Tempo Ordinario – XXIV Domenica – (11 settembre 2016)

Il capitolo 15 del vangelo di Luca è un inno alla misericordia di Dio che in Gesù viene manifestata in tutto il suo splendore. Ciò che le parabole sottolineano, ragione convincente per il nostro cuore della fiducia che merita l’amore di Dio, è una cosa sola: la gioia di Dio nel suo essere misericordioso. Il segreto è così celato nella Legge che Gesù si industria in mille modi per svelarlo ai farisei, che della Legge avevano fatto la scoperta del senso della vita e la regola di condotta.

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XXIII Domenica T.O.

Anno liturgico C (2015-2016) – Tempo Ordinario – XXIII Domenica – (4 settembre 2016)

Le parole di Gesù suonano così perentorie da incutere timore: “Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo. Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo … Così chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo”. Non sono parole dette in astratto…

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XXII Domenica T.O.

Anno liturgico C (2015-2016) – Tempo Ordinario – XXII Domenica – (28 agosto 2016)

Gesù è invitato a pranzo dopo la preghiera in sinagoga nel giorno di sabato da una persona altolocata. Era consuetudine invitare a casa a pranzo dopo il servizio in sinagoga i rabbi famosi. Gli invitati sono tutte persone ragguardevoli, farisei e dottori della legge, che stanno ad osservare cosa dice e cosa fa quel rabbi. Non necessariamente in modo ostile.

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XXI Domenica T.O.

Anno liturgico C (2015-2016) – Tempo Ordinario – XXI Domenica – (21 agosto 2016)

La liturgia di oggi orienta gli sguardi sulla estensione della salvezza a tutti i popoli: “Io verrò a radunare tutte le genti e tutte le lingue; essi verranno e vedranno la mia gloria” (Is 66,18); “Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio” (Lc 13,29). La deduzione però non è del tipo: bene, posso stare tranquillo, mi salverò anch’io! Ho perfino conosciuto il Signore, mi sono perfino cibato del suo Corpo e del suo Sangue! Se si salvano anche quelli che non l’hanno conosciuto, io, che l’ho conosciuto, a maggior ragione!

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XX Domenica T.O.

Anno liturgico C (2015-2016) – Tempo Ordinario – XX Domenica – (14 agosto 2016)

Gesù sta svelando quello che lo agita dentro: “Sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso! Ho un battesimo nel quale sarò battezzato, e come sono angosciato finché non sia compiuto!” (Lc 12,49-50). Quello Spirito, che riposa su di lui (battesimo al Giordano), lo vuole effondere su tutti (sul Calvario, dalla croce) perché tutti, conoscendo il suo segreto, possano conoscere l’amore del Padre e costituirsi come l’unica famiglia di Dio.

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XIX Domenica T.O.

Anno liturgico C (2015-2016) – Tempo Ordinario – XIX Domenica – (7 agosto 2016)

Il brano evangelico di oggi illustra il mistero della grandezza divina del servizio, rivelazione tipicamente evangelica: “Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità io vi dico, si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli”. Ecco l’immagine di fondo che l’uomo non avrebbe potuto inventarsi e che riassume invece il senso della persona e dell’agire di Gesù: Dio si mette a servizio e in servizio degli uomini!

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XVIII Domenica T.O.

Anno liturgico C (2015-2016) – Tempo Ordinario – XVIII Domenica – (31 luglio 2016)

[…] chi confida nelle cose si percepisce eterno e l’ansietà rispetto ai beni della vita, con l’affanno per il cuore che porta, rivela la coda di paglia di un uomo di poca fede. Anche Gesù lo rimarca chiaramente e la risposta a quell’ansietà che divora e prostra il mondo si trova nelle parole riportate poco dopo il brano di oggi: “Cercate piuttosto il suo regno e queste cose vi saranno date in aggiunta” (Lc 12,31). Gesù l’aveva apertamente dichiarato: “Voi valete più di molti passeri” (v. 7); “quanto più degli uccelli valete voi” (v. 24), che pure Dio nutre; “quanto più farà per voi, gente di poca fede” (v. 28), se Dio si premura di vestire così splendidamente l’erba nel campo! L’illusione deriva dallo spostare la confidenza da Dio alle cose, con l’aggravante che l’affanno per le cose impedisce la solidarietà con i fratelli.

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XVII Domenica T.O.

Anno liturgico C (2015-2016) – Tempo Ordinario – XVII Domenica – (24 luglio 2016)

Quando Gesù risponde apre come una finestra sul suo mondo interiore e contemporaneamente la apre sul nostro mondo interiore. Se Gesù insegna il Padre nostro, vuol dire che ciò che rendeva singolare la sua preghiera era l’intensità di intimità con quel Padre di cui custodiva i comandamenti, di cui annunciava la prossimità, di cui svelava il volto, di cui mostrava la verità nell’amore all’uomo e di cui suscitava la nostalgia in questo mondo.

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XVI Domenica T.O.

Anno liturgico C (2015-2016) – Tempo Ordinario – XVI Domenica – (17 luglio 2016)

Poter avere un cuore umile e mite significa poter partecipare all’umanità di quel Figlio nella sua intimità con il Padre e poter esprimere nel proprio agire tutta l’accondiscendenza di Dio per l’uomo, radice della nostra sollecitudine per i fratelli. Così, quando nella preghiera sulle offerte, diciamo: “…e ciò che ognuno di noi presenta in tuo onore giovi alla salvezza di tutti” si sottolinea lo stesso mistero: ciò che è gradito a Dio è solo ciò che porta alla salvezza di tutti.

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XV Domenica T.O.

Anno liturgico C (2015-2016) – Tempo Ordinario – XV Domenica – (10 luglio 2016)

Il brano di vangelo conferma l’affermazione del Deuteronomio: “Questo comando che oggi ti ordino non è troppo alto per te, né troppo lontano da te….Anzi, questa parola è molto vicina a te, è nella tua bocca e nel tuo cuore, perché tu la metta in pratica”. La parola del Signore, il suo comandamento è ‘vicino’ a noi. Vuol dire due cose: è accessibile a noi, non è qualcosa di complicato o assurdo o inarrivabile; nello stesso tempo, è adatto a noi, corrisponde al nostro cuore, nel senso che fa vivere il cuore, ne compie gli aneliti profondi.

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XIV Domenica T.O.

Anno liturgico C (2015-2016) – Tempo Ordinario – XIV Domenica – (3 luglio 2016)

[…] sarà la modalità di agire tipica del Messia, così ben espressa dalla benedizione di Gesù che segue il ritorno dei discepoli pieni di gioia alla fine della loro missione, a rivelare quanto è sconvolgente l’agire di Dio per gli uomini. Sconvolgente, per l’inenarrabile profondità del suo amore per noi. Commentando questo salmo i Padri hanno delle intuizioni potenti. Atanasio collega l’aspetto terribile dell’agire di Dio nei confronti degli uomini: “come è ineffabile la tua incarnazione!”. Agostino si fa interprete dell’invito ‘Venite’ suggerendo: “Non insultate quanti sono fuori dalla Chiesa: Dio può farli entrare”.

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XIII Domenica T.O.

Anno liturgico C (2015-2016) – Tempo Ordinario – XIII Domenica – (26 giugno 2016)

Gesù aveva già preannunciato ai discepoli la sua passione; li aveva come consolati con l’evento della trasfigurazione, sapendo che non avrebbero retto allo scandalo della sua condanna; aveva cercato di istruirli sui misteri di Dio che con lui si compivano. Ora è venuto il momento di portare a compimento il disegno di Dio, come non sopportasse più alcuna dilazione.

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XII Domenica T.O.

Anno liturgico C (2015-2016) – Tempo Ordinario – XII Domenica – (19 giugno 2016)

Per Gesù, le domande nascono dalla volontà di fedeltà al Padre e nascono nella preghiera perché qui si esprime tutto il contenuto di intimità che quella volontà di fedeltà comporta. […] Gesù prende così sul serio la risposta di Pietro che svela apertamente il suo futuro di passione, che la liturgia preannuncia con il brano di Zaccaria: “Riverserò sopra la casa di Davide e sopra gli abitanti di Gerusalemme uno spirito di grazia e di consolazione: guarderanno a me, colui che hanno trafitto”.

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XI Domenica T.O.

Anno liturgico C (2015-2016) – Tempo Ordinario – XI Domenica – (12 giugno 2016)

Il centro della scena in effetti non è dato dalle espressioni di amore della donna, pur così tenerissime e espresse come se il mondo attorno non esistesse nemmeno tanto era rapito il suo cuore, ma dal comportamento di Gesù che accoglie quelle manifestazioni, le sa leggere svelandone il dinamismo segreto e cercando di aprire il cuore all’amico fariseo.

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X Domenica T.O.

Anno liturgico C (2015-2016) – Tempo Ordinario – X Domenica – (5 giugno 2016)

Coloro che assistono al miracolo per la vedova di Nain proclamano pieni di stupore: “Un grande profeta è sorto tra noi” e “Dio ha visitato il suo popolo”, richiamandosi evidentemente al profeta Elia, di cui la prima lettura di oggi riporta un identico miracolo. Ma Gesù non è semplicemente un grande profeta e quel miracolo è soltanto allusivo della potenza di salvezza che si compirà con la sua morte e risurrezione.

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V Domenica – T.O.

Anno liturgico C (2015-2016) – Tempo Ordinario – V Domenica – (7 febbraio 2016)

Se il vangelo di Matteo riporta la chiamata dei primi apostoli, tutti pescatori, con l’invito: “Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini” (Mt 4,19), Luca si premura di indicare la circostanza in cui tale chiamata avviene. Pietro e i suoi compagni già conoscevano Gesù, lo ritenevano ‘il Maestro’, ma continuavano a fare la loro vita di sempre. In questa occasione succede qualcosa di assolutamente straordinario.

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IV Domenica – T.O.

Anno liturgico C (2015-2016) – Tempo Ordinario – IV Domenica – (31 gennaio 2016)

Quando si proclama il vangelo nella liturgia si incomincia sempre con l’espressione: ‘In quel tempo’. Non ci si vuole riferire a un punto particolare della storia di Gesù, come a un dato di cronaca del passato, ma si allude alla sua valenza attuale, a un tempo nel quale anche il nostro particolare tempo storico di oggi è collocato. Siamo resi contemporanei alla vicenda di Gesù. La parola che ascoltiamo è per noi, è pronunciata ora, custodisce tutta la sua potenza di salvezza nell’attualità del tempo in cui viviamo, se l’accogliamo.

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III Domenica – T.O.

Anno liturgico C (2015-2016) – Tempo Ordinario – III Domenica – (24 gennaio 2016)

Con il battesimo al Giordano Gesù è pieno di Spirito Santo, subito dopo viene spinto dallo Spirito nel deserto per esservi tentato e ritorna in Galilea con la potenza dello Spirito. Gesù si presenta come colui che, avendo vinto il maligno, avendo cioè accettato di condursi come Messia secondo i segreti di Dio, può applicarsi la profezia di Isaia che esprimeva tutta la benevolenza di Dio per il popolo.

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II Domenica – T.O.

Anno liturgico C (2015-2016) – Tempo Ordinario – II Domenica – (17 gennaio 2016)

[…] la manifestazione della gloria di Gesù ha sempre a che fare con il suo amore salvatore, tanto che la manifestazione suprema della sua gloria avverrà sulla croce, quando la sua ora sarà venuta e tutto sarà compiuto. I segni, che Gesù compie nel suo cammino verso quell’ora, hanno lo scopo di orientare gli sguardi a ciò che avverrà in quell’ora, l’ora della sua glorificazione, […]

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