INTERO ANNO LITURGICO

Monaci di Tibirine trucidati da estremisti musulmani

Monaci di Tibhirine (Algeria) trucidati da estremisti musulmani

Intero anno liturgico 2016-2017

Anno liturgico A (2016-2017) – Intero anno

L’intero anno liturgico dalla prima domenica di Avvento fino alla più recente, in sequenza cronologica.

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 AVVENTO

Donna in preghiera in chiesa distrutta dai terroristi in medio oriente

Donna in preghiera in una chiesa distrutta dai terroristi in medio oriente

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IV Domenica T.A.

Anno liturgico A (2016-2017) – Tempo di Avvento – IV Domenica – (18 dicembre 2016)

L’aspetto misterioso dell’evento è descritto con la profezia di Isaia: “Stillate dall’alto, o cieli, la vostra rugiada e dalle nubi scenda a noi il Giusto; si apra la terra e germogli il Salvatore” (Is 45,8), ripresa dall’antifona di ingresso. Il testo è riportato secondo la versione della Volgata che attualizza messianicamente il testo ebraico più generico che parla solo di giustizia e di salvezza. Come è possibile che uno contemporaneamente scenda dall’alto e germogli dal basso? È appunto il mistero dell’agire divino che il profeta fa risaltare e che vale anche per noi.

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III Domenica T.A.

Anno liturgico A (2016-2017) – Tempo di Avvento – III Domenica – (11 dicembre 2016)

“Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?”. È la domanda di una vita. Di Giovanni Battista, anzitutto. Tutta la sua vita era consistita nel predisporre la via a un Altro: ‘bisogna che lui cresca e io diminuisca’. Accoglierne il mistero non significa però saperne in anticipo l’esito. Significa, più semplicemente ma più sinceramente, stare comunque disposto ad accogliere tutta l’esperienza umana e spirituale che quel mistero comporta nel suo dispiegamento. Così Giovanni, in carcere, alla fine della vita, riformula la stessa domanda con un risvolto angosciante: mi sono forse illuso?

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II Domenica T.A.

Anno liturgico A (2016-2017) – Tempo di Avvento – II Domenica – (4 dicembre 2016)

Il grido del Battista risuona forte lungo tutto l’Avvento: “Convertitevi … Fate un frutto degno della conversione”. La liturgia si premura di illustrare appunto il mistero della conversione, che si risolve nel godere la grazia tipica del Messia, cioè quella di gustare il regno di Dio ormai venuto. Conversione non indica tanto cambiamento di mentalità, ma ritorno incondizionato al Dio dell’alleanza, che cancella i peccati e introduce nella comunione di vita con lui.

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I Domenica – T.A.

Anno liturgico A (2016-2017) – Tempo di Avvento – I Domenica – (27 novembre 2016)

Avvento non significa primariamente attesa, ma presenza. Il periodo liturgico dell’Avvento non è un’attesa della nascita di Gesù a Betlemme, ma la tensione a una capacità di sensazione, di intuizione cordiale della compagnia di Gesù che opera continuamente perché il suo regno conquisti i cuori e la storia. E se di attesa si parla, si tratta dell’attesa della manifestazione del Signore Gesù al nostro cuore.

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NATALE

Betlemme luogo della mangiatoia

Betlemme, luogo venerato come quello della “mangiatoia”.

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Battesimo del Signore

Anno liturgico A (2016-2017) – Tempo di Natale – Battesimo del Signore – (8 gennaio 2017)

L’immagine di fondo è quella delle nozze: Dio sposa l’umanità. Il mistero d’amore intravisto con la nascita a Betlemme, rivelato essere l’eredità di tutte le genti con l’adorazione dei magi, celebrato nella sua gioia messianica alle nozze di Cana e ripresentato ad ogni celebrazione eucaristica, qui è intuito nel suo percorso di attuazione con la solidarietà dell’agnello innocente con i peccatori, in attesa che si realizzi compiutamente con la sua morte-risurrezione. La deduzione immediata che ne scaturisce è che oramai l’umanità appartiene in proprio a Dio, oramai l’umanità, pur con tutto il suo carico di ferite e di paure, è carne del Figlio di Dio […]

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Epifania del Signore

Anno liturgico A (2016-2017) – Tempo di Natale – Epifania del Signore – (6 gennaio 2017)

La cosa straordinaria è che un bambino venga proclamato ‘sovrano, potente e glorioso’! La proclamazione comporta qualcosa di radicalmente nuovo per gli occhi umani o, se vogliamo, comporta la visione di una realtà con occhi radicalmente nuovi. Stessa novità che sta dietro la proclamazione nei vangeli di Gesù come re (soltanto durante la sua passione Gesù accetta il titolo di re) e particolarmente come re della gloria (titolo che fornisce, da una parte, la ragione della condanna sul patibolo della croce e, dall’altra, per la visione di fede dei credenti, la ragione dell’amore di Dio per l’uomo che proprio sulla croce risplende).

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Maria SS. Madre di Dio

Anno liturgico A (2016-2017) – Tempo di Natale – Maria SS. Madre di Dio – (1° gennaio 2017)

Quando il canto al vangelo proclama: “Dio ha parlato ai padri per mezzo dei profeti, ultimamente, in questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del Figlio” allude non semplicemente al fatto che Colui che era stato annunciato dai profeti è venuto, ma che in Lui si compiono tutte le possibilità dei tempi.

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Natale del Signore 2016

Anno liturgico A (2016-2017) – Tempo di Natale – Natale del Signore – (25 dicembre 2016)

La settima antifona solenne della novena del Natale, quella del 23 dicembre, illustra a meraviglia il senso della salvezza che la Chiesa ha invocato per tutto l’avvento con la supplica: Vieni, Signore Gesù! L’antifona proclama: “O Emmanuele, Dio con noi, attesa dei popoli e nostro liberatore: vieni a salvarci con la tua presenza”. Facendosi bambino, confondendosi con noi, uno tra noi, Dio ci salva! La salvezza è tornare a godere della presenza del Signore con noi.

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 QUARESIMA

Immagine di Cristo crivellata dai proiettili in Siria

Immagine di Gesù Cristo crivellata da proiettili in una Chiesa siriana

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Domenica delle Palme e della Passione del Signore

Anno liturgico A (2016-2017) – Tempo di Quaresima – Domenica delle Palme e della Passione del Signore – (9 aprile 2017)

La liturgia della domenica delle Palme introduce alla settimana cruciale per la storia del mondo, quella che permette una visione d’insieme della creazione e della storia dell’umanità: “Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito … per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi” (Gv 3,16 e 11,52). Le celebrazioni di questa settimana mostrano fino a che punto Dio ha amato il mondo, fino a che punto Gesù ha obbedito a questo amore, fino a che punto l’uomo è prezioso agli occhi di Dio.

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V Domenica – T.Q.

Anno liturgico A (2016-2017) – Tempo di Quaresima – V Domenica – (2 aprile 2017)

Gesù, che ha appena saputo della malattia mortale del suo amico Lazzaro, non si muove subito: “Questa malattia non è per la morte, ma per la gloria di Dio, perché per essa il Figlio di Dio venga glorificato”. Quando Marta, davanti al sepolcro del fratello, ricorda a Gesù il fetore dei morti, si sente dire: “Non ti ho detto che, se credi, vedrai la gloria di Dio?”. Sembra che la domanda di fondo che serpeggia per tutto il brano non sia: perché la morte?, ma: perché Dio ritarda? Perché Dio non impedisce la morte? Gli amici della famiglia di Lazzaro così pensano.

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IV Domenica – T.Q.

Anno liturgico A (2016-2017) – Tempo di Quaresima – IV Domenica – (26 marzo 2017)

Il brano di oggi, nella prospettiva battesimale nella quale la chiesa lo proclama, può essere accostato da vari punti di vista. Consideriamo la persona del cieco nella sua progressiva apertura alla fede. Non è lui a chiedere la guarigione: l’iniziativa è di Gesù. Lui ha fiducia e va a lavarsi alla piscina di Siloe […]. Siloe significa piuttosto ‘chi invia [le acque]’e Giovanni, rendendolo al passivo, ‘Inviato’, indica che la nostra guarigione si trova in Gesù, che poco prima si era definito ‘inviato’ dal Padre, v. 4). Nelle parole del cieco guarito Gesù è indicato prima come ‘quell’uomo che si chiama Gesù’, poi ‘un profeta’, poi ‘che è da Dio’ e infine, davanti alla domanda di Gesù che lo va a cercare dopo che è stato cacciato dai farisei: “Tu credi nel Figlio dell’uomo?”, risponde: “Io credo, Signore!”.

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III Domenica – T.Q.

Anno liturgico A (2016-2017) – Tempo di Quaresima – III Domenica – (19 marzo 2017)

La liturgia quaresimale indica i percorsi della conversione del cuore con le domande di fondo essenziali. Una di queste domande, forse non sempre espressa, ma continuamente serpeggiante nel cuore, è quella del popolo di Israele, esasperato nel deserto dalla fame e dalla sete: “Il Signore è in mezzo a noi sì o no?” (Es 17,7). La domanda del popolo non è provocatoria o irriverente; semplicemente, è angosciante: il Signore è con noi? Ogni prova fa emergere il dubbio: ma Dio vuole davvero il nostro bene? L’insinuazione dell’antico serpente disturba i sogni di felicità dell’uomo.

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II Domenica – T.Q.

Anno liturgico A (2016-2017) – Tempo di Quaresima – II Domenica – (12 marzo 2017)

Una duplice tensione anima la liturgia: a) proclama l’evento della trasfigurazione di Gesù per esaltarne la tensione alla Pasqua, tensione che Gesù vive in se stesso e nella sollecitudine per i suoi discepoli perché imparino a fidarsi di Dio; b) fa emergere la tensione che lavora il cuore dell’uomo nel suo desiderio di vedere il volto di Dio e saziare la sua nostalgia. […] Il punto di convergenza delle due tensioni non riguarda però il vedere, ma l’ascoltare. Il racconto della trasfigurazione ha il suo culmine nella voce: “Questi è il mio Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo” e nella consegna del silenzio. Come a sottolineare che, se il racconto è per gli occhi, lo scopo che ne costituisce la ragione è per gli orecchi, con l’evidente conseguenza che soltanto ascoltando si potrà vedere.

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I Domenica – T.Q.

Anno liturgico A (2016-2017) – Tempo di Quaresima – I Domenica – (5 marzo 2017)

Senza tentazioni non c’è verità, dicevano i nostri padri. Nella percezione psicologica la lotta spirituale sembra tesa a ‘dominare le seduzioni’ del male, che non smette mai di far sentire la sua presenza ingombrante e spesso angosciosa con la scusa di attirarci a qualcosa di attraente e fascinoso. Ma nella dinamica spirituale, tipica del nostro cuore, la lotta è per crescere nella ‘conoscenza del mistero di Cristo’, vale a dire per aprirci ad un’umanità che Gesù ha fatto splendere e che il nostro cuore sogna.

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PASQUA

Rupnik. Mosaico del pellicano

Pellicano che nutre i suoi piccoli. Mosaico di Rupnik. Cappella della Fraternità sacerdotale San Carlo Borromeo, Roma

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Pentecoste

Anno liturgico A (2016-2017) – Tempo di Pasqua – Pentecoste – (4 giugno 2017)

L’immagine delle lingue si riferisce al fatto di parlare la lingua del cuore, la lingua della comunione, che corrisponde all’azione dello Spirito Santo nella chiesa: fare di tutti un cuor solo e un’anima sola, come del resto domandiamo in ogni liturgia eucaristica con l’invocazione dello Spirito. Ciò corrisponde al volere di Dio, quel volere che Gesù ha onorato fino in fondo nella sua umanità, custodendo l’intimità di unione con il Padre e la solidarietà con gli uomini nel suo amore per loro proprio accettando di custodire l’amore nella sua passione e morte. L’immagine del fuoco si riferisce invece al fatto che la lingua della comunione può provenire solo dall’amore che divora il cuore […]

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Ascensione del Signore

Anno liturgico A (2016-2017) – Tempo di Pasqua – Ascensione del Signore – (28 maggio 2017)

Cielo è il cuore dove Dio è adorato in tutta la sua gloria e la sua gloria è l’amore per gli uomini che in Gesù, morto e risorto, risplende e che il suo Spirito ci partecipa perché possiamo conoscere il Padre nel suo immenso amore per noi. Così, vedere Gesù asceso al cielo significa vedere compiersi l’umanità nella gloria dell’amore, amore che è la vita di Gesù che viene a noi e agisce dal di dentro dei nostri cuori, riempiendo ogni spazio in modo da far risplendere la presenza di Dio.

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VI Domenica di Pasqua

Anno liturgico A (2016-2017) – Tempo di Pasqua – VI Domenica di Pasqua – (21 maggio 2017)

Quello che è importante cogliere, in questa promessa, è l’urgenza del dono dello Spirito nel senso che Gesù ha ben presente la situazione nella quale i suoi discepoli si troveranno nel testimoniare la loro fede in lui (sono inviati al mondo e subiranno persecuzioni). Dovranno vivere quel “rimanete in me e io in voi” (Gv 15,4) nel contesto di una lotta perché l’amore di Dio prevalga e redima il mondo. Come è stato per il Maestro, così per i discepoli.

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V Domenica di Pasqua

Anno liturgico A (2016-2017) – Tempo di Pasqua – V Domenica di Pasqua – (14 maggio 2017)

Dopo che Gesù ebbe lavato i piedi ai discepoli, Giuda se ne va. Solo dopo l’uscita di scena di Giuda, Gesù parla del comandamento nuovo e rivela: “dove vado io, voi non potete venire” (Gv 13,33). A cosa allude quel ‘dove’? I discepoli non comprendono. Intervengono allora con domande puntuali. Il primo a esporsi è Pietro: “Signore dove vai? … Signore, perché non posso seguirti ora? Darò la vita per te!” (Gv 13,36-37). Rispondendogli, Gesù non gli preannuncia semplicemente il tradimento, ma dice anche altro. Gesù non può accettare che Pietro dia la vita per lui. Sarà Gesù a dare la vita perché l’amore del Padre per gli uomini sia noto a tutti gli uomini.

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IV Domenica di Pasqua

Anno liturgico A (2016-2017) – Tempo di Pasqua – IV Domenica di Pasqua – (7 maggio 2017)

Le parole di Gesù seguono la vicenda della guarigione del cieco nato con l’allontanamento di questi da parte dei farisei e del suo incontro con Gesù. È in questo contesto che Gesù applica a sé l’immagine del pastore, in contrapposizione a coloro che si ritengono pastori. Solo Dio però è il pastore di Israele; solo lui guida il suo popolo perché se l’è scelto, l’ha posto in essere, gli testimonia il suo amore di predilezione e ne esige la santità corrispondente. Ogni altro che ambisce a pascere Israele a titolo proprio è ladro e brigante.

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III Domenica di Pasqua

Anno liturgico A (2016-2017) – Tempo di Pasqua – III Domenica di Pasqua – (30 aprile 2017)

Quando le donne si recano al sepolcro il mattino di Pasqua e non trovano il corpo di Gesù, di loro leggiamo: “mentre si domandavano che senso avesse tutto questo …”. In greco il loro stato d’animo è espresso con un verbo solo, che può essere reso con ‘mentre si trovavano senza via di uscita’. È esattamente il medesimo stato d’animo che alberga nei due discepoli di Emmaus, quando di loro stessi dicono al pellegrino che si è accompagnato a loro lungo il cammino: “speravamo” (“noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele”). Vale a dire: sono venute meno le nostre speranze […]

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II Domenica di Pasqua

Anno liturgico A (2016-2017) – Tempo di Pasqua – II Domenica di Pasqua – (23 aprile 2017)

Quando gli apostoli ‘vedono’ Gesù risorto non significa che hanno ‘visioni’, ma più concretamente che ‘il Signore si fece vedere’, cioè sperimentano degli incontri. Ma come un cuore può aprirsi all’incontro se già non tende a colui che desidera vedere? Per questo, nella proclamazione di fede della chiesa nella risurrezione sempre si aggiunge ‘secondo le Scritture’. Gesù è risorto, secondo le Scritture; Gesù risorto apre la mente all’intelligenza delle Scritture.

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Pasqua di Resurrezione del Signore

Anno liturgico A (2016-2017) – Tempo di Pasqua – Pasqua di Resurrezione del Signore – (16 aprile 2017)

Questo è l’annuncio che oggi risuona in tutto il mondo dalle chiese cristiane. L’annuncio è tanto più evocativo quanto più gli occhi hanno contemplato nei giorni precedenti l’Uomo dei dolori, colui che Pilato aveva presentato: ‘Ecco l’uomo’! È l’Uomo che aveva dato inizio al suo cammino di passione celebrando con i discepoli la sua ultima cena pasquale, diventata per noi ‘la cena del Signore’, l’eucaristia, memoriale perenne della sua passione, morte e risurrezione. In quella celebrazione, con la lavanda dei piedi, l’amore viene definito nel suo mistero di dono (“questo è il mio corpo, che è per voi”) e di servizio (“Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i vostri piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri”). La posta in gioco sarà oramai ‘aver parte con lui’. Si ha parte con lui sia celebrando l’eucaristia sia lavandosi i piedi a vicenda, perché unico è il segreto che viene svelato al mondo: la grandezza dell’amore di Dio per i suoi figli.

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SOLENNITÀ E FESTE

via crucis al Colosseo

Via Crucis al Colosseo. Memoria del martirio e della santità

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Corpus Domini

Anno liturgico A (2016-2017) – Solennità e feste – Corpus Domini – (18 giugno 2017)

Quando s. Agostino si domanda quale sia la virtù specifica dell’Eucarestia, non può che rispondere: “La virtù propria di questo nutrimento è quella di produrre l’unità, affinché, ridotti ad essere il corpo di Cristo, divenuti sue membra, siamo ciò che riceviamo”. In effetti, quando ci accostiamo alla comunione eucaristica, l’amen che il fedele risponde non significa: sì, credo che quel pezzo di pane è il corpo di Cristo, ma, più in verità: sì, so che faccio parte di quel corpo e accetto di vivere come un corpo solo!

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Santissima Trinità

Anno liturgico A (2016-2017) – Solennità e feste – Santissima Trinità – (11 giugno 2017)

Proclamare Dio come Trinità di Persone significa riconoscere che di Dio null’altro possiamo conoscere che il suo amore per noi. E colui che di quell’amore è il Testimone per eccellenza è quel Figlio inviato a patire, morire e risorgere perché quella conoscenza diventi la radice di vita che alimenta i nostri cuori. Perché questo è il mistero: proclamare l’amore di Dio per noi significa attingere alle radici della vita.

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Immacolata Concezione

Anno liturgico A (2016-2017) – Solennità e feste – Immacolata Concezione – (8 dicembre 2016)

La benedizione che Paolo implora ed annuncia nell’esordio della sua lettera agli Efesini ha ricoperto e intriso in modo singolare la Tutta Santa, la Vergine Maria. In lei quella benedizione si fa così concreta che prende addirittura corpo: da lei nasce il Salvatore, che costituisce la Benedizione di Dio sugli uomini, benedizione oltre la quale non c’è nulla di prezioso da desiderare. La tradizione venera la Vergine come “la madre del creatore di tutte le cose, colei che ha divinizzato il genere umano e ha divinizzato la terra, che ha fatto di Dio il figlio dell’uomo e ha reso gli uomini figli di Dio”.

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ORDINARIO

perseguiteranno anche voi

Statua di Maria illesa (custodia della fede, speranza e carità) e chiesa in fiamme. Perseguiteranno anche voi.

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VIII Domenica T.O.

Anno liturgico A (2016-2017) – Tempo Ordinario – VIII Domenica – (26 febbraio 2017)

Quello che il salmo responsoriale proclama, a commento della straordinaria dichiarazione d’amore di Dio per il suo popolo riportata dal profeta Isaia: “Solo in Dio riposa l’anima mia” (Sal 61/62, 2), raramente è vera per noi! Per questo, l’invito di Gesù che non si possono servire due padroni, non è salutare preoccuparsi del domani, non serve affatto preoccuparsi, è piuttosto disatteso da noi, come non fosse alla nostra portata, data l’oppressione e la fatica del vivere quotidiano. Non ci accorgiamo che la soluzione sta appunto nell’aprire il cuore alla verità di quanto Gesù proclama.

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VII Domenica T.O.

Anno liturgico A (2016-2017) – Tempo Ordinario – VII Domenica – (19 febbraio 2017)

Occorre riandare al contesto in cui il nome di Dio era stato proclamato per cogliere la portata della santità che definisce Dio nei confronti dei suoi figli e che abilita i suoi figli ad essere tali, come a Lui è gradito, per rivelare al mondo la grandezza del suo amore. Il popolo nel deserto, esasperato e impaziente, costruisce il vitello d’oro e rifiuta l’alleanza con il suo Dio che non sentiva più accanto. Quando Mosè discende dal monte e vede l’idolo eretto nell’accampamento si infuria, spezza le tavole della Legge e cade in profonda prostrazione […]

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VI Domenica T.O.

Anno liturgico A (2016-2017) – Tempo Ordinario – VI Domenica – (12 febbraio 2017)

Le parole del Signore, i suoi comandamenti, non sono semplici ingiunzioni o precetti alla cui osservanza è promessa la nostra beatitudine futura. Sono assai di più, sono rivelazione di Lui, modalità di partecipazione alla stessa vita divina, spazi di comunione con lui e con i fratelli, luoghi di intimità. Gesù allude sempre nel suo annuncio del Regno a una eccedenza, a una sovrabbondanza rispetto alla giustizia che cerchiamo con le nostre opere. In effetti, il senso della nostra vita si gioca non nel fare il bene, ma nel farlo per entrare nel segreto di Dio.

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V Domenica T.O.

Anno liturgico A (2016-2017) – Tempo Ordinario – V Domenica – (5 febbraio 2017)

Gesù proclama: “Voi siete il sale della terra… Voi siete la luce del mondo…”. Quel ‘voi’ si riferisce ai discepoli la cui vita esprime la potenza delle beatitudini che immediatamente prima Gesù aveva proclamato. Si tratta di quei discepoli che, insultati, perseguitati, sparlati, custodiscono la letizia dell’incontro con il Signore Gesù, che è diventato per loro ragione di vita e principio dell’agire. Non per nulla la liturgia fa leggere, abbinato al brano evangelico di Matteo, un passo del profeta Isaia dove si profetizza l’esistenza dell’Israele gradito a Dio come una esistenza ricca di misericordia per tutti […]

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IV Domenica T.O.

Anno liturgico A (2016-2017) – Tempo Ordinario – IV Domenica – (29 gennaio 2017)

Di fronte alla magna carta del cristianesimo, come vengono definite le Beatitudini annunciate da Gesù sul monte ai suoi discepoli, non si può non registrare come la comunità cristiana abbia come perso la potenza sconvolgente di questo annuncio: beati i poveri, beati coloro che sono nel pianto, beati i miti … beati i perseguitati per la giustizia!. Gesù non sta esortando ad essere felici; sta rivelando l’accesso alla felicità, sta mostrando come partecipare alla sua intimità di Figlio inviato a mostrare la grandezza dell’amore di Dio per l’uomo. Molto spesso noi prendiamo il vangelo come una specie di correttore/perfezionatore della nostra visione umana del mondo. La sua, però, di Gesù dico, non è una visione complementare alla nostra, ma una visione radicale, che svela i segreti della nostra umanità.

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III Domenica T.O.

Anno liturgico A (2016-2017) – Tempo Ordinario – III Domenica – (22 gennaio 2017)

Convertitevi, dice Gesù, riprendendo la stessa predicazione di Giovanni Battista. Come ci dicesse: ‘aprite gli occhi, riconoscete la via di Dio; tornate a sentire la bontà di Dio per voi; rinverdite il cuore, svegliatelo all’intelligenza degli eventi, alla libertà del desiderio, svegliatelo all’amore; tornate a gustare la vita nella comunione col vostro Dio’! Siccome nella lingua ebraica e aramaica il termine cielo non esiste al singolare, Gesù chiama il suo regno ‘regno dei cieli’, cioè il regno di Dio. Intendendo due cose: quel regno non è relegato nei cieli ma si manifesta sulla terra; quel regno è diverso dai regni della terra, è di natura celeste.

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II Domenica T.O.

Anno liturgico A (2016-2017) – Tempo Ordinario – II Domenica (15 gennaio 2017)

La chiesa, che ha lo sguardo fisso sul suo Signore, morto e risorto, introduce il tempo ordinario dell’anno liturgico con la proclamazione che l’Agnello è il Figlio di Dio, come viene riportata nel vangelo di Giovanni, il quale non riferisce direttamente né il battesimo di Gesù né le tentazioni nel deserto. La verità di Gesù è presentata sulla base della testimonianza del Battista, testimonianza che indurrà i suoi discepoli a seguire oramai il nuovo Maestro.

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