XXIV Domenica T.O.

Anno liturgico B (2017-2018) – Tempo Ordinario – XXIV Domenica (16 settembre 2018)

[…] “cominciò ad insegnare loro che il Figlio dell’uomo doveva soffrire molto…” (Mc 8,31). I due termini indicano che l’uomo non avrebbe mai potuto arrivare al mistero della persona di Gesù dal basso; vi si giunge per rivelazione, dall’alto. Non si vuole sottolineare una necessità di destino, ma il segreto di un amore che si consegna, un segreto di cui si è messi a parte. Non solo, ma che “dall’alto” corrisponde allo “star dietro” a Gesù. Pietro non può comprendere perché, invece di star dietro a Gesù, vuole mettersi davanti, come a far da suggeritore al suo Maestro e si prende il rimprovero: “Va’ dietro a me, Satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini”.

XXIII Domenica T.O.

Anno liturgico B (2017-2018) – Tempo Ordinario – XXIII Domenica (9 settembre 2018)

È caratteristico che il termine con cui, sia nel brano di Isaia che nel vangelo, viene denominato il sordomuto, indichi letteralmente uno che fa fatica a parlare, che farfuglia, che balbetta in modo che non si riesce a capire quel che dice. Chi non ascolta la parola del Signore, cioè è sordo, non può nemmeno dire parole sensate, parole comprensibili. In realtà, non siamo semplicemente afoni; balbettiamo qualcosa, ma senza poter dire parole di vita, parole di senso perché siamo dispersi e vuoti.

XXII Domenica T.O.

Anno liturgico B (2017-2018) – Tempo Ordinario – XXII Domenica (2 settembre 2018)

Questa grande nazione è il solo popolo saggio e intelligente” (Dt 4,6). Interessante notare la ragione di tale intelligenza: “Infatti quale grande nazione ha gli dèi così vicini a sé, come il Signore, nostro Dio, è vicino a noi ogni volta che lo invochiamo?” (Dt 4,7). Ecco, la vicinanza di Dio, la percezione della sua vicinanza, l’esperienza custodita della sua vicinanza, questa è la radice di intelligenza.