XVII Domenica T.O.

Anno liturgico A (2016-2017) – Tempo Ordinario – XVII Domenica – (30 luglio 2017)

Nelle parabole sul tesoro nascosto nel campo e sulla perla di gran valore l’accento non è posto sul fatto che l’uomo è chiamato a lasciare tutto per il Regno dei cieli, ma che lascia tutto perché trasportato dalla gioia di una scoperta che gli riempie il cuore. Il Regno non si contrappone a nulla di per sé. Non è la perla più bella delle altre. È, più semplicemente ma più potentemente, la perla di ‘grande valore’; è il tesoro tra i beni e non un bene più prezioso degli altri beni. Saper cogliere questo è frutto di sapienza e la colletta fa pregare: “concedi a noi il discernimento dello Spirito, perché sappiamo apprezzare fra le cose del mondo il valore inestimabile del tuo Regno, pronti ad ogni rinunzia per l’acquisto del tuo dono”.

XVI Domenica T.O.

Anno liturgico A (2016-2017) – Tempo Ordinario – XVI Domenica – (23 luglio 2017)

La parabola della zizzania risponde alla domanda che tutti angoscia: perché il bene è mescolato al male? Gesù, quando racconta le parabole, spesso conclude con l’avvertimento: chi ha orecchi intenda! Ma qui, l’avvertimento non è dato alla fine del racconto della parabola, ma dopo la spiegazione stessa della parabola che avrebbe dovuto chiarirne adeguatamente i significati nascosti. Il passaggio dal nascosto al chiaro è continuo, non è mai dato una volta per tutte e segue l’evoluzione del rapporto di intimità con Gesù, il Figlio di Dio, ‘potenza e sapienza’ di Dio. La spiegazione della parabola in effetti non racconta semplicemente l’evento che succederà alla fine della storia, ma illustra la prospettiva nella quale vivere il presente della storia, segnata dalla presenza dei malvagi e dall’imperversare del male.

XV Domenica T.O.

Anno liturgico A (2016-2017) – Tempo Ordinario – XV Domenica – (16 luglio 2017)

La parola è paragonata all’acqua, che sembra scomparire nella terra, in realtà la feconda. […] È quella parola, che ha l’efficacia dell’acqua che feconda la terra, ad essere seminata nei cuori degli uomini; è la parola che rivela i misteri del Regno in chi l’accoglie. Da notare che la parabola del seminatore è preceduta dalla solenne dichiarazione di Gesù: “Poi tendendo la mano verso i suoi discepoli, disse: ‘Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, egli è per me fratello, sorella e madre” (Mt 12,48-50). E subito segue la parabola del seminatore. Possiamo comprendere: accogliere la parola significa diventare familiari di Dio, condividere i suoi segreti, diventare eredi del Regno del Padre.

XIV Domenica T.O.

Anno liturgico A (2016-2017) – Tempo Ordinario – XIV Domenica – (9 luglio 2017)

La liturgia di oggi può essere letta come una rivelazione del Nome di Dio. L’antica richiesta di Mosè: “Mostrami la tua gloria” (Es 33,18), esigita a conferma della promessa di Dio di non ripudiare il popolo dopo il peccato del vitello d’oro, di stare ancora in mezzo al popolo, di guidarlo verso la terra promessa, trova un’ulteriore soddisfazione. Sul Sinai, non potendo vedere il volto di Dio, Mosè ascolta la proclamazione del Nome di Dio: “Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di amore e di fedeltà” (Es 34,6).